Sale la tensione attorno alla presenza militare occidentale nel Golfo dopo i raid iraniani contro la base di Ali Al Salem, in Kuwait, dove operano anche militari italiani. L’episodio, secondo i vertici della Nato, conferma il livello di instabilità dell’area e la possibilità che il conflitto mediorientale produca effetti sempre più ampi.
Raid base Kuwait, le parole dell’ammiraglio Cavo Dragone
A tracciare un quadro sempre più preoccupante è l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato ed ex capo di Stato maggiore della Difesa. In un’intervista al Corriere della Sera, il vertice militare dell’Alleanza parla apertamente di “attacchi indiscriminati ai Paesi del Golfo che dimostrano come l’Iran rappresenti una sfida alla nostra sicurezza”. L’ammiraglio sottolinea anche che l’episodio non ha provocato vittime tra il personale della base: “Fortunatamente, in relazione all’attacco di ieri, non si registrano feriti tra il personale”.
Il presidente del Comitato militare Nato esprime inoltre “vicinanza ai militari italiani coinvolti e solidarietà ai Paesi della regione”, lodando allo stesso tempo il comportamento del contingente italiano: “La professionalità e la prontezza dei nostri militari continuano a essere dimostrate anche in momenti di crisi”.
Secondo Cavo Dragone, la crisi in Medio Oriente ha ormai superato i confini regionali e produce effetti su scala globale. “Le crisi hanno ormai effetti su scala mondiale e possono evolvere molto rapidamente, anche nel giro di pochi giorni”, osserva, richiamando la necessità di mantenere alta l’attenzione sul piano militare e politico.
L’episodio è stato discusso anche nel quadro del confronto tra i vertici militari dei 32 Paesi dell’Alleanza, riuniti per fare il punto sull’andamento delle crisi internazionali. In quell’occasione è stata confermata la decisione di rafforzare la postura difensiva, in particolare per quanto riguarda i sistemi antimissile, misura considerata necessaria in un contesto segnato da attacchi sempre più frequenti contro infrastrutture e basi militari nell’area del Golfo.
Cavo Dragone avvisa Iran: “Nato pronta ad agire”
L’Alleanza, spiega ancora Cavo Dragone, non è direttamente coinvolta nel conflitto ma resta pronta a reagire qualora la situazione dovesse degenerare ulteriormente. La priorità, in questa fase, resta quella di garantire la sicurezza delle missioni e della navigazione nelle aree più sensibili, dal Golfo Persico al Mar Rosso.
Le parole del governo con Mantovano
L’attacco ha avuto immediate ripercussioni anche sul piano politico italiano. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervenendo a Radio 24, ha definito quanto accaduto “un atto di intimidazione analogo a quelli che da tempo vengono rivolti ai Paesi del Golfo”. Parole che riflettono la preoccupazione del governo per un possibile allargamento della crisi e per le conseguenze sulla sicurezza delle missioni internazionali presenti nella regione.



