È un rapporto sempre più teso quello tra Donald Trump e la NATO.
Fin dal suo secondo insediamento alla Casa Bianca, il tycoon aveva puntato il dito contro quegli alleati accusati di contribuire troppo poco all’Alleanza Atlantica e aveva fatto intendere che gli Usa non avrebbero più svolto il ruolo di garante unico, così come era avvenuto in passato.
Adesso, a causa dello scoppio della guerra contro l’Iran, il livello dello scontro è salito ulteriormente e Trump ha usato toni incendiari.
Nelle stesse ore in cui, in una breve telefonata al Corriere della Sera, dichiarava che “andiamo alla grande nella guerra, stiamo stravincendo”, il Presidente degli Stati Uniti attaccava apertamente l’Alleanza: “Sono deluso dalla Nato, spendiamo trilioni di dollari mentre altri Paesi non ci aiutano. È qualcosa su cui dovremmo riflettere”.
Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha criticato la mancata adesione degli alleati alla proposta di una coalizione per la riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico petrolifero mondiale dove, attualmente, sono bloccati circa 20 mila marinai su oltre 3.200 navi.
“È stata una grande prova: non ne abbiamo bisogno, ma avrebbero dovuto esserci”, ha insistito Trump parlando del mancato sostegno della NATO, arrivando a mettere in dubbio il ruolo stesso degli Stati Uniti nell’Alleanza. Poi l’affondo: “Non vogliamo più l’aiuto dei Paesi Nato”. Il piano per una missione internazionale viene così accantonato, dopo giorni di pressioni rimaste senza risposta. “Nessun Paese vuole aiutarci, è meraviglioso…”, ha ironizzato Trump.
A fargli eco è il senatore repubblicano Lindsey Graham (sostenitore del conflitto contro l’Iran), che ha parlato di un Presidente “mai così arrabbiato”, condividendone la linea: “L’arroganza degli alleati è offensiva, trattano la minaccia di un Iran nucleare come un problema solo nostro”.
Intanto, sul fronte Nato, si muove la Turchia, che ha ottenuto l’installazione nella base di Incirlik di un secondo sistema di difesa missilistico Patriot. Una decisione avvenuta dopo l’intercettazione di tre missili iraniani diretti verso il proprio spazio aereo. Ankara però mantiene una posizione prudente: non partecipa al conflitto e non concede l’uso di basi o spazio aereo per operazioni militari.
Dall’Italia arriva una linea improntata alla cautela. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha chiarito che la richiesta americana non riguarda Roma e ha invitato a un approccio multilaterale sotto l’egida dell’ONU.
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, ma questa guerra non riguarda un’area di competenza della Nato”.
Una posizione che riflette il crescente disagio europeo di fronte a un conflitto che rischia di allargarsi e a una frattura sempre più evidente dentro l’Alleanza Atlantica.
