Caos nei cieli americani con ritardi e cancellazioni di molti voli interni e non. La causa è stata lividente nella tarda serata di ieri che ha coinvolto un areo dell’Air Canada e un velivolo dei pompieri presso lo scalo di La Guardia a New York. Nello schianto purtroppo secondo le ultime notizie sono morte due persone il pilota e il co-pilota dell’aereo, mentre altre due persone sono rimaste ferite. I voli all’aeroporto La Guardia sono stati sospesi a causa dell’ incidente. In rete da poche ore sono stati diffusi i video che hanno preceduto lo schianto. E dalla torre di controllo dello scalo statunitense sono stati vissuti momenti di terrore in pista dopo l’atterraggio di un’aereo proveniente dal Canada. Nel video postato sui social scorrono le immagini di quanto avvenuto sugli schermi della sala di controllo e le voci dei tecnici che quando si sono resi conto di quanto stesse accadendo hanno cercato di fermare il camion di soccorso e antincendio che stava per attraversare la pista sulla quale sopraggiungeva l’aereo ma è stato troppo tardi. Di diversa natura invece il velivolo che da settimane sta pattugliando il Mar Mediterraneo a dimostrazione che anche il nostro Paese sta rafforzando la propria difesa aerea in seguito alla crisi che ha investito Iran e Usa. Si tratta del velivolo militare italiano del 14° Stormo: l’E-550 CAEW, aereo radar di sorveglianza elettronica che da settimane sorvola ogni giorno il Mar Ionio. La prima missione è stata tracciata il 4 marzo, in coincidenza con l’avvio dell’operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio. Le missioni durano tra le sette e le otto ore, con una continuità operativa che, secondo gli analisti, non ha precedenti recenti. I movimenti sono ricostruibili attraverso dati pubblici, ma la loro intensità lascia pochi dubbi sul livello di attenzione. La scelta dell’area non è casuale. Il Mar Ionio rappresenta una posizione strategica ideale per monitorare il Mediterraneo orientale. Da lì, il radar EL/W-2085 installato sull’E-550 può estendere la propria copertura fino allo spazio aereo di Cipro e oltre, senza violare la sovranità di altri Paesi.



