Nel clima politico seguito al referendum sulla giustizia, si intrecciano le tensioni interne alla maggioranza e il caso di Daniela Santanchè, per la quale il presidente del Consiglio ha auspicato un passo indietro. In parallelo, nelle ultime ore sono circolate indiscrezioni su possibili richieste di dimissioni anche per Giovanni Donzelli, che nel partito ha avuto un ruolo centrale nella gestione della campagna referendaria sul territorio. È in questo contesto che il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia si presenta a Montecitorio, affrontando le domande dei cronisti tra cui Lo Speciale.
Donzelli, la video intervista e l’auspicio sulle dimissioni di Santanchè
All’arrivo, Donzelli offre una lettura netta dell’esito del voto referendario: “Io credo che ne esca più indebolita l’Italia, perché avrebbe fatto bene all’Italia la riforma della giustizia”. Allo stesso tempo, riconosce il verdetto delle urne: “Gli italiani si sono espressi e quindi ovviamente uno ascolta anche i segnali che arrivano dal popolo italiano”.
Il dirigente di Fratelli d’Italia difende la linea dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, respingendo l’idea di un governo in difficoltà. “Giorgia Meloni non è una che si lascia logorare, governa perché vuole governare e fare le scelte”, afferma, spiegando che l’obiettivo resta quello di garantire l’azione politica: “Se ci sono situazioni che rallentano o che possono creare ostacoli all’azione di governo si rimuovono, per poter governare bene perché siamo chiamati lì non a scaldare una poltrona ma a dare risposta agli italiani”.
Sul tema delle dimissioni, Donzelli contesta la narrazione più critica: “Non sono teste che cadono, è una definizione spiacevole”. Piuttosto, sottolinea, “sono persone con alto senso delle istituzioni che hanno offerto le proprie dimissioni comprendendo la situazione”, citando anche il caso di Andrea Delmastro.
Incitato dai giornalisti sulla propria posizione, risponde con una battuta che non lascia spazio a dubbi: “Ditemi dove firmo, sono a disposizione”. Una disponibilità che lega allo “spirito di sacrificio”, pur chiarendo che si tratta di una scelta impegnativa e che, al momento, non gli risulta alcuna richiesta.
Donzelli respinge poi le interpretazioni politiche sulle mosse del governo: “Non credo che Giorgia Meloni abbia bisogno di dimostrazioni di forza né nel partito né nella nazione”. Le decisioni dell’esecutivo, aggiunge, “sono una dimostrazione di coerenza”, escludendo che possano essere lette come segnali di debolezza.
Sulla posizione di Daniela Santanchè, ribadisce che la scelta spetta al presidente del Consiglio: “Il Presidente del Consiglio dei Ministri sceglie quando è opportuno che un ministro dia le dimissioni, non lo sceglie né l’opposizione né, con tutto il rispetto, le trasmissioni televisive”. E si dice convinto che “qualsiasi ministro, e anche Daniela Santanchè, segua le indicazioni e gli auspici del Presidente del Consiglio dei Ministri”, senza entrare nei tempi.
Nel confronto con i cronisti, Donzelli difende anche il valore del referendum rispetto alle polemiche sui costi: “Quando si esprimono gli italiani non sono mai soldi sprecati”. E aggiunge: “Considerare i soldi per il voto uno spreco è molto irrispettoso verso la democrazia, questo lo considerano le dittature”.
Infine, ribadisce la linea politica dell’esecutivo: “Il governo rimuove tutti gli ostacoli che possono complicare l’attività di governo”. L’obiettivo resta chiaro: “dare risposte agli italiani” e non “scaldare una poltrona”. E conclude: “Il governo va avanti su quello che abbiamo promesso agli italiani, per fare il suo compito e il suo dovere”.


