Si ritorna sulla Luna dopo cinquant’anni: Artemis è in orbita

giovedì, 2 Aprile 2026
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C’è emozione e tanto fermento per il ritorno sulla Luna dopo cinquant’anni dalla prima missione. L’operazione con destinazione allunaggio è partita stanotte  dal Kennedy Space Center in Florida alle 00:35 italiane. I quattro astronauti a bordo avranno principalmente il compito di testare la navetta Orion, aprendo la strada all’allunaggio vero e proprio previsto con la missione Artemis IV nel 2028.  Il razzo Space Launch System (Sls) dà il via alla missione spaziale Artemis II, segnando il primo volo con equipaggio verso la Luna dopo oltre mezzo secolo. La navetta spaziale porterà gli astronauti della Nasa Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen in un viaggio di circa 10 giorni intorno alla Luna con la navetta Orion. Nello specifico cinquantaquattro anni dopo, l’umanità si riaffaccia sulla Luna: Artemis II è la prima missione con equipaggio a uscire dall’orbita terrestre dall’ormai lontano 1972, quando l’Apollo 17 comandato da Gene Cernan mise fine  all’esplorazione lunare. La missione di stanotte con a bordo Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen è una missione orbitale simile a quella storica dell’Apollo 8. Stavolta la capsula si limiterà ad effettuare una traiettoria di rientro libero attorno alla Luna, esattamente come – in una situazione di emergenza – dovette fare l’Apollo 13. Il comandante Reid Wiseman e il pilota Victor Glover sono alla seconda missione, così come la mission specialist Christina Koch; l’altro mission specialist, il canadese Jermy Hansen, è invece al suo primo volo. Glover sarà il primo afroamericano a uscire dall’orbita bassa, Koch la prima donna e Hansen il primo non statunitense. Quanto all’Europa, è presente attraverso il modulo di servizio Esm (European service Module), che ospita il sistema di propulsione principale del veicolo e i pannelli solari. Rispetto ai loro predecessori, gli astronauti del programma Artemis potranno viaggiare in relativa comodità: la capsula Orion, con un diametro di circa cinque metri, è la più grande della storia e dotata addirittura  di una toilette completa. La storica missione simbolo per la Nasa dell’Apollo 8 potrà però continuare a vantare un primato, quello del vettore più potente: il sistema Sls, ovvero simile a quello utilizzato per gli Space Shuttle ha un carico utile minore rispetto al vecchio Saturno V. Emozione e tanta soddisfazione per tutti io tecnici mondiali che hanno portato a compimento anche in stretta collaborazione alla Nasa americana l’importante impresa nello spazio. La luna nell’immaginario collettivo è sempre stata dagli anni’ 70 un impresa chiave e simbolo per ogni astronauta.

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