Nel pieno delle tensioni internazionali legate alla guerra in Iran e con il tema energia tornato centrale nell’agenda politica, il governo per bocca del Ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo Urso rivendica i risultati ottenuti sul contenimento dei prezzi del carburante. A supporto della linea dell’esecutivo arrivano anche gli ultimi dati europei, che indicano per l’Italia una dinamica più contenuta rispetto ai principali partner Ue.
Caro Carburante, il video con le parole di Urso Zangrillo
“Basta fake news. Le cifre dicono che i prezzi dei carburanti sono rimasti sostanzialmente bassi nel 2024 e 2025, sotto quelli di altri paesi. Dalla guerra in Iran ad oggi, in Italia è aumentato il prezzo di benzina e gasolio in modo molto più contenuto rispetto ai principali Paesi europei, Francia, Germania e Spagna”, ha dichiarato il ministro Urso, intervenendo alla presentazione del report “Le nuove sfide del Made in Italy” al Mimit.
Un’affermazione che trova riscontro nell’ultimo Weekly Oil Bulletin della Commissione europea: tra il 23 febbraio e il 30 marzo, l’aumento della benzina in Italia si è fermato al +4,8%, meno della metà rispetto a Francia (+17,5%) e Germania (+17%) e inferiore anche alla Spagna (+5,9%). Ancora più marcato il divario sul gasolio, con un incremento del +19,4% nel nostro Paese contro il +24,9% spagnolo, il +32,7% francese e il +31,9% tedesco.
Non solo dinamica degli aumenti, ma anche livello dei prezzi: nella settimana tra il 23 e il 30 marzo, la benzina in Italia si è attestata in media a 1,73 euro al litro e il gasolio a 2,03 euro, valori inferiori rispetto alle altre grandi economie europee, dove in Francia si registrano rispettivamente 2,01 e 2,19 euro al litro e in Germania 2,13 e 2,29 euro. Un differenziale che il Mimit attribuisce anche agli strumenti di monitoraggio introdotti nel 2023 e ai controlli attivati con l’esplodere della crisi in Medio Oriente.
Il ministro ha poi rivendicato il cambio di passo sull’inflazione rispetto all’avvio della legislatura: “Quando giungemmo al governo l’inflazione era drammaticamente cresciuta, raddoppiata ed era sopra la media europea. Di conseguenza, la Bce aumentava i tassi d’interesse. Da quando siamo al governo l’inflazione diminuisce man mano che agiamo. Dal primo gennaio 2024, l’inflazione scende sotto media europea e resta strutturalmente sotto la media europea in questi anni. I dati del 2024 e del 2025 sono emblematici e parlano da soli e sono capaci di sconfiggere ogni campagna di disinformazione”.
I numeri più recenti confermano un’inflazione italiana tra le più basse dell’Eurozona: a marzo si attesta all’1,5%, contro una media del 2,5%. Sul fronte dei carburanti, invece, i dati aggiornati al 2 aprile indicano un prezzo medio nazionale in modalità self service di 1,756 euro al litro per la benzina e 2,082 euro per il gasolio, che salgono rispettivamente a 1,827 e 2,144 euro sulla rete autostradale.
Nonostante il quadro rivendicato dall’esecutivo, Urso ha però indicato con chiarezza le incognite legate allo scenario internazionale. “Nel caso in cui la guerra perdurasse porterebbe inevitabilmente a un aumento dell’inflazione in Europa e quindi anche in Italia. L’impatto ci sarà comunque sul costo dell’energia, che per noi rappresenta una zavorra del sistema industriale italiano, se volete l’unica zavorra rimasta”. Un effetto che, ha aggiunto, si rifletterebbe anche sulla crescita: “L’impatto ci sarà anche in termini di crescita del Pil. Dobbiamo attrezzarci e cogliere opportunità laddove ci saranno, con realismo e pragmatismo”.
A mitigare l’impatto, il governo ricorda anche le misure già adottate, come il credito d’imposta per gli autotrasportatori, pensato per evitare che i rincari energetici si trasferiscano a cascata sui prezzi dei beni e quindi sull’inflazione.
In questo contesto, l’esecutivo valuta interventi immediati per contenere i rincari. “Si sta lavorando su questa ipotesi. Siamo stati convocati domani per il Consiglio dei Ministri, non c’è ancora un ordine del giorno, ma immagino che verterà esattamente sul tema delle accise e quindi si stanno cercando delle risorse perché, come sapete, il provvedimento che oggi è in vigore scadrà il giorno 7”, ha spiegato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo intercettato in piazza Montecitorio da Lo Speciale.
Una misura ponte, in attesa di una strategia condivisa a livello europeo: “Per cui finché non c’è una soluzione strutturata, che evidentemente è una soluzione che dovremmo prendere in Europa nel caso in cui dovesse continuare il conflitto e quindi la crisi energetica, è evidente che la soluzione immediata è quella di prolungare il provvedimento sulle accise”.



