L’escalation della tensione tra Stati Uniti e Iran riporta al centro del dibattito internazionale lo spettro nucleare specie dopo le ultime parole di Trump. “Stanotte una civiltà verrà riportata all’età della pietra”, ha tuonato il tycoon e tutti hanno pensato inevitabilmente alla minaccia nucleare. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, atteso alla Camera per l’informativa sull’utilizzo delle basi americane in Italia, lancia un messaggio di allarme chiaro ed invita a non pensare alle soluzioni nucleari.
Iran, Crosetto su minaccia atomica e basi USA
“La mia dichiarazione è stata proprio rivolta alla follia del mondo che sta di nuovo facendo una guerra verso l’atomica, pensavamo di essere usciti dopo gli accordi tra Stati Uniti e Russia”, ha spiegato Crosetto arrivando a Montecitorio ai microfoni de Lo Speciale. Un passaggio che segna la preoccupazione per una deriva che sembrava archiviata con la fine della Guerra fredda e che oggi torna invece a riaffacciarsi nello scenario internazionale.
“Dobbiamo riprendere in mano quell’agenda perché nessuno al mondo pensi che si possano risolvere con l’atomica. La mia preoccupazione è per quelli che la inseguono”, ha aggiunto, indicando chiaramente il rischio di una escalation incontrollata.
Nel corso dell’informativa, il ministro ha poi difeso il quadro delle relazioni con Washington, respingendo letture personalistiche del rapporto tra alleati: “Noi abbiamo preso le distanze da ciò che non condividiamo, ma non penso che gli Stati Uniti siano Biden, Trump o Clinton, così come l’Italia non è Meloni, Conte o Draghi. Sono due nazioni da sempre alleate sulla cui alleanza si basa parte della nostra sicurezza”.
Crosetto ha quindi respinto le ipotesi di una revisione degli accordi sulle basi americane, sottolineando come rappresentino “l’ossatura del nostro sistema di sicurezza e l’unico sistema di deterrenza credibile attuale”. Da qui la critica a chi propone strappi: mettere in discussione questi patti, ha osservato, significherebbe interrogarsi sulla permanenza stessa nell’Alleanza atlantica in una fase internazionale “drammatica”.
A chi solleva dubbi sull’attività delle basi, il ministro ha risposto con dati alla mano, evidenziando una sostanziale continuità operativa negli anni, anche per quanto riguarda i voli e le attività sensibili come quelle dei velivoli a pilotaggio remoto. “Ho citato fatti e nessuna ideologia”, ha rimarcato.
Infine, il principio guida dell’azione italiana: “Noi siamo il semaforo che fa applicare delle regole internazionali. Dice sì quando sono possibili e no quando non è possibile”. Un equilibrio che, nelle parole del ministro, non si fonda su atti di forza ma sul rispetto delle regole: “Non bisogna essere coraggiosi per dire no agli Stati Uniti se ci fanno una richiesta che non è possibile accettare. Noi siamo difesi dal nostro rispetto delle istituzioni, della legge e della Costituzione”.


