Il cessate il fuoco proclamato nella notte fra martedì e mercoledì rappresenta una resa incondizionata degli Stati Uniti e di Israele e una netta e chiara vittoria di Cina e Iran. E ciò, anche se i negoziati, che avranno inizio venerdì, dovessero fallire e la guerra ricominciare. E’ sufficiente esaminare la formulazione dell’accordo: il presidente Usa Donald Trump ha concordato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, a condizione che quest’ultimo “acconsenta alla riapertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz”. Qui c’é un evidente riconoscimento di un fatto nuovo, che prima dello scoppio del conflitto non esisteva: l’Iran ha di fatto il controllo dello Stretto di Hormuz, che può aprire la traffico navale o chiudere a suo piacimento. Per comprendere come e perché gli Usa abbiano dichiarato la loro resa incondizionata all’Iran, bisogna fare un passo indietro. Quella che gli americani hanno spacciato per una ricerca del pilota disperso – a seguito dell’abbattimento del suo jet – tale non era. Si é trattato in realtà di un tentativo di invasione del territorio iraniano a Sud di Isfahan (Iran centrale). L’invasione era probabilmente finalizzata a sequestrare l’uranio altamente arricchito, prodotto dagli impianti nucleari iraniani. L’operazione statunitense si é conclusa con un disastro. Gli iraniani erano lì ad attendere le forze americane, le hanno ingaggiate e, dopo aver distrutto due aerei da trasporto truppe C-130 e due elicotteri Black Hawk degli Stati Uniti, hanno costretto gli invasori alla fuga. Dopo il fallimento di questa “operazione di terra”, gli Usa si sono resi conto che costringere l’Iran alla riapertura dello Stretto di Hormuz non era una cosa né facile né veloce. Nel frattempo la chiusura dello Stretto di Hormuz stava letteralmente distruggendo l’Occidente dal punto di vista economico e finanziario. Da qui la resa incondizionata di Donald Trump. Tutto questo é confermato dai media israeliani, in particolare dal quotidiano Maariv, nel quale si afferma che la guerra si é conclusa con la superiorità e la vittoria iraniana e una resa strategica di Usa e Israele. Il giornale ha poi osservato che colpire la leadership iraniana non ha portato alla caduta del regime. Israele, inoltre, ha perso la battaglia sul fronte libanese e ha riportato danni ingenti a causa degli attacchi missilistici iraniani e di Hezbollah. Al danno si é aggiunta anche la beffa, perché l’Iran é riuscito ad imporre agli Stati Uniti un accordo “redatto in gran parte secondo i loro termini”.
Bomba rimandata: la doppia vittoria dell’Iran e il flop di Trump
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