Regione Lazio vara piano da 288 milioni per cratere di Amatrice: numeri e interviste | Video

venerdì, 24 Aprile 2026
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“Oltre la ricostruzione delle case serve quella delle comunità”. È attorno a questo principio che la Regione Lazio ha presentato il nuovo Piano strategico di sviluppo socioeconomico del Cratere laziale, un programma che punta a ridisegnare il futuro delle aree del reatino colpite dal sisma del 2016 e che mette sul tavolo oltre 288 milioni di euro, ai quali si aggiungono più di 200 milioni già attivati tra PNC e CIS e ulteriori risorse del POR FESR 2021-2027.

Al centro ci sono i 15 comuni del cratere sismico laziale, con particolare attenzione ai territori più colpiti come Amatrice e Accumoli, dove la ricostruzione procede più lentamente perché si è dovuti partire dai sottoservizi e dalle infrastrutture di base. Il piano si muove lungo tre assi principali: cammini e ciclovie, Biodistretto Alto Lazio e sistema universitario di Rieti, ai quali si aggiungono due focus strategici: il rilancio del Monte Terminillo e l’housing sociale per contrastare lo spopolamento.

Piano per ricostruzione cratere di Amatrice, le parole del presidente Rocca

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha scelto di spostare il baricentro del discorso dalla sola ricostruzione materiale alla tenuta sociale dei territori. “Non basta ricostruire le case, bisogna ricostruire economia, lavoro e comunità”, ha detto durante la presentazione, sottolineando come uno degli errori più grandi del passato sia stato quello di aver generato aspettative senza riuscire poi a trasformarle in risposte concrete.

“Quando si promette tutto e non si realizza, si producono frustrazione, rabbia, disaffezione e si sposta la speranza. Noi invece dobbiamo essere più audaci nella speranza, lavorare senza ideologizzare e con impegni finanziari reali”, ha spiegato Rocca, rivendicando un cambio di metodo che punta su fatti e programmazione.

Tra i numeri simbolo del piano ci sono i 15 milioni stanziati da Casa Italia per l’adeguamento strutturale dell’ex ospedale civile di Rieti, ai quali si sommano altri 9,5 milioni già in corso da parte dell’USR, e i 3,5 milioni destinati alla convenzione tra Comune di Amatrice, Ufficio speciale ricostruzione e Università della Tuscia per la realizzazione dell’infrastruttura del Biodistretto Alto Lazio, con laboratori di ricerca, trasformazione e servizi per le filiere locali.

Prevista anche la progettazione esecutiva della Ciclovia del cratere e il rafforzamento del Cammino di San Giuseppe tra Leonessa e Amatrice, mentre sul fronte della connettività è stato avviato un programma per la copertura in fibra e il potenziamento della rete mobile nei 15 comuni del cratere, con estensione della banda ultralarga, punti WiFi pubblici e integrazione dei percorsi escursionistici.

Intervista agli assessori Rinaldi e Baldassarre

L’assessore ai Lavori pubblici e alla ricostruzione Manuela Rinaldi ha spiegato che il piano non riguarda soltanto la ricostruzione fisica ma soprattutto la possibilità di dare nuove prospettive ai territori. “Abbiamo circa 100 milioni di euro di attività già partite che accompagnano la ricostruzione fisica”, ha detto, citando i primi interventi su cammini, biodistretto e università.

Per Rinaldi si tratta di un programma destinato a crescere nel tempo: “È un piano molto ambizioso, che può essere migliorato perché i territori cambiano e possono esprimere nuove esigenze”. L’assessore ha insistito in particolare sul ruolo dell’università come leva di sviluppo: “Stiamo lavorando con gli atenei per attivare nuovi corsi e nuove possibilità di ricerca che porteranno nuova imprenditoria”.

Anche la cultura viene indicata come elemento strutturale della rinascita. L’assessore regionale Simona Renata Baldassarre ha definito il piano come “il segno concreto che queste aree possono tornare a essere luoghi di rinascita e non solo territori feriti dal sisma”.

Per Baldassarre, la valorizzazione dei cammini, del patrimonio naturale e della rete universitaria rappresenta un tassello decisivo: “La cultura nella ricostruzione è lo scheletro, è il sistema nervoso, qualcosa di indispensabile. Senza cultura non c’è vera ripartenza”. Un ragionamento che si lega direttamente al contrasto allo spopolamento: “Bisogna dare ai giovani la possibilità di restare, perché se manca la cultura e manca la formazione, i giovani vanno via”.

L’intervista al sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi

Il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi guarda al piano con prudenza ma anche con una fiducia che negli anni è stata spesso messa alla prova. “La ricostruzione è stata troppo lenta nei periodi precedenti, oggi si sta evolvendo e speriamo non ci siano altri stop”, ha detto, spiegando che la vera sfida non riguarda soltanto i cantieri.

“L’importante non è tanto la ricostruzione materiale, ma quella morale del territorio, la ripresa economica di un’area devastata dal sisma”, ha aggiunto. Per Cortellesi, il nodo resta la differenza tra i territori più colpiti e quelli che, pur danneggiati, non sono stati rasi al suolo. “Ci sono zone completamente devastate e altre che hanno subito danni minori. Andavano trattate in maniera diversa e questo non è stato fatto subito”.

Da qui la soddisfazione per un piano che prova a distinguere e a concentrare risorse proprio dove la ferita è ancora più profonda. Il Biodistretto, ad esempio, nasce nei sei comuni più vicini ad Amatrice e Accumoli e prevede due hub strategici a Posta e ad Amatrice, destinati alla ricerca, produzione e commercializzazione dei prodotti biologici locali.

L’obiettivo dichiarato è evitare che il cratere resti solo un luogo della memoria del terremoto e trasformarlo invece in un laboratorio di rilancio delle aree interne. “Serve dare casa e lavoro, ma anche identità e appartenenza”, è il messaggio condiviso dagli amministratori presenti.

Per Amatrice, che si avvicina al decennale del sisma, la ricostruzione resta ancora una ferita aperta. Ma il tentativo della Regione è quello di trasformarla finalmente in una prospettiva di futuro.

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