25 aprile, tra tensioni e condanne: le reazioni della politica

sabato, 25 Aprile 2026
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Un anniversario segnato dagli scontri

È stato un 25 aprile segnato da tensioni e polemiche quello del 2026, nell’81° anniversario della Festa della Liberazione. In diverse città italiane si sono registrati episodi di disordine che hanno suscitato una dura reazione da parte del mondo politico, trasversalmente agli schieramenti.

A Roma, una coppia iscritta all’Anpi è stata ferita da colpi di pistola ad aria compressa mentre partecipava alle celebrazioni: un gesto definito grave e inquietante. A Milano, invece, il corteo è stato attraversato da momenti di forte tensione, culminati con l’uscita della Brigata Ebraica sotto la protezione della polizia. Episodi che confermano un clima acceso in diverse piazze italiane.

Il richiamo delle istituzioni

Dal Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il significato profondo della giornata, sottolineando come dalla Resistenza continui a levarsi un messaggio di pace e democrazia. Un monito a non disperdere l’eredità storica della Liberazione.

Sulla stessa linea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha invitato a vivere la ricorrenza come momento di coesione nazionale, ricordando la sconfitta dell’oppressione fascista. Parole che si inseriscono in un contesto politico tutt’altro che disteso.

Le reazioni della politica

Dall’opposizione, la segretaria del Pd Elly Schlein ha ribadito con fermezza che «il fascismo non è un’opinione, ma un reato», mentre il leader del M5S Giuseppe Conte ha sottolineato come la giornata risulti divisiva solo per chi non si riconosce nei valori democratici e antifascisti, invitando tutte le forze politiche ad abbracciarli pienamente.

Anche da altri esponenti politici sono arrivate prese di posizione. Il vicepremier Matteo Salvini ha condannato ogni forma di dittatura, richiamando la necessità di difendere la libertà contro ogni regime.

Una memoria ancora divisiva

Nel complesso, le reazioni mostrano un fronte politico compatto nel condannare violenze e disordini, ma ancora diviso nelle interpretazioni e nel linguaggio legato alla memoria della Liberazione. In una giornata simbolo dell’unità nazionale, le tensioni nelle piazze e nel dibattito pubblico evidenziano quanto il 25 aprile resti una ricorrenza centrale, ma ancora capace di riflettere le fratture del presente.

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