Landini presenta proposte di legge su sanità e appalti: “Decreto Primo Maggio? Dal Governo disastri, ora la mobilitazione” | Video

lunedì, 27 Aprile 2026
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Un attacco frontale al Governo, una piattaforma di riforme popolari per “attuare la Costituzione” e una mobilitazione che dal 25 aprile punta dritto al 1° maggio di Porto Marghera. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, sceglie la piazza della Cassazione per tracciare la linea del sindacato. Non solo una raccolta firme, ma una sfida aperta all’esecutivo Meloni in vista della prossima legge di Bilancio.

Landini su Sanità e Fisco: “Andare a prendere i soldi dove sono”

Il cuore della proposta Cgil riguarda la difesa del welfare. “Lanciamo una raccolta di firme e vogliamo depositare le nostre proposte a settembre, prima della Legge di Bilancio”, esordisce Landini. “Non è un’operazione di marketing: chiediamo investimenti perché in questi anni c’è stato un taglio secco alla spesa sanitaria. Non è il momento di investire in armi, è il momento di investire in salute e sicurezza”.

Per finanziare il sistema, Landini punta il dito sulla riforma fiscale: “Bisogna andare a prendere i soldi dove sono e introdurre un principio di progressività su tutte le forme di reddito. Oggi sui profitti e sulle rendite non c’è progressività, c’è la famosa tassa piatta. Chi più ha di reddito e di ricchezza, più deve contribuire: questo principio democratico oggi va assolutamente rimesso in campo perché si è ridotta la tassazione sulle grandi ricchezze ed è aumentata quella su lavoratori e pensionati”.

Appalti e Sicurezza: “Basta morti per il profitto altrui”

Il secondo pilastro riguarda la giungla dei subappalti, indicata come la causa principale della scia di sangue nei luoghi di lavoro. “Oltre il 60% degli infortuni e delle morti riguarda lavoratori di aziende in appalto”, denuncia il leader sindacale. “Chi licenzia o mette a rischio la vita non è l’algoritmo, sono i datori di lavoro. L’azienda che appalta deve essere responsabile di come si lavora e i trattamenti devono essere uguali per tutti. Qualsiasi persona che lavora, a prescindere dal rapporto che ha, deve avere le stesse tutele”.

L’attacco al Governo sul 1° Maggio

Landini non risparmia critiche al metodo dell’esecutivo, lamentando la totale assenza di dialogo: “Non ho il piacere di essere stato convocato perché questo Governo, almeno con la Cgil, ha deciso di non discutere. Conosco solo quello che dicono i giornali”.

E sulla scelta del Consiglio dei Ministri di riunirsi il 1° maggio, l’affondo è ironico quanto amaro: “Per loro il lavoro esiste solo il primo maggio, ogni anno pensano di dover fare un decreto. Sarebbe meglio che si fermassero perché i disastri che hanno combinato sono già abbastanza. Bisognerebbe ricordare loro che i lavoratori esistono gli altri 364 giorni all’anno: ricordarci di noi il primo maggio per poi tartassarci tutto il resto dell’anno non è il massimo della vita”.

Dal 25 Aprile a Porto Marghera: “La democrazia si pratica”

Il segretario chiude con una riflessione sull’ondata di partecipazione alle celebrazioni della Liberazione, legandola alla prossima festa dei lavoratori a Porto Marghera, simbolo della riconversione industriale.

“Questo 25 aprile ha visto una partecipazione senza precedenti. La maggioranza del Paese ha capito che se viviamo in democrazia è grazie a chi ha sconfitto il fascismo e il nazismo”, spiega Landini, che poi risponde indirettamente alle polemiche istituzionali: “Quando sento la seconda carica dello Stato dire che deve onorare chi stava a Salò, ricordo le parole di Vittorio Foa a un esponente del MSI: ‘Abbiamo vinto noi e ora tutti, compresi voi, potete dire quello che pensate; aveste vinto voi, noi saremmo in galera o nei campi di concentramento’. Se si rimuove questo, si rimuovono le ragioni per cui siamo un Paese democratico”.

La conclusione è un impegno per i prossimi mesi: “La domanda che arriva dal Paese è di non essere precari e di veder attuati i principi della Costituzione. Per questo saremo nei comuni e nei territori: non chiediamo solo una firma, ma costruiamo una mobilitazione per cambiare le scelte politiche ed economiche di questo Paese”.

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