Si apre un caso politico e giudiziario intorno alla grazia concessa a Nicole Minetti. La Presidenza della Repubblica ha inviato oggi una comunicazione ufficiale al Ministero della Giustizia, sollecitando un’immediata attività istruttoria per verificare la fondatezza degli elementi che hanno portato al decreto di clemenza firmato lo scorso 18 febbraio.
L’iniziativa del Colle nasce a seguito di alcune rivelazioni giornalistiche, in particolare un articolo pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano, che solleva forti dubbi sulla veridicità delle condizioni rappresentate nella domanda di grazia. Al centro della vicenda ci sarebbe la situazione clinica del figlio della Minetti: la grazia era stata infatti motivata dalla necessità per la madre di assistere il minore, che risultava affetto da una patologia talmente grave da richiedere cicli di cure e terapie specialistiche all’estero, rendendo di fatto impossibile il proseguimento dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
Le nuove informazioni emerse dalla stampa descriverebbero tuttavia uno scenario differente, ipotizzando una supposta falsità degli elementi che avevano convinto il Procuratore generale di Milano e il Ministro della Giustizia a dare parere favorevole. Per questo motivo, su indicazione del Capo dello Stato, il Quirinale ha chiesto a Via Arenula di acquisire con urgenza tutte le informazioni necessarie per riscontrare la reale situazione del minore e la correttezza di quanto dichiarato nella documentazione originale.
Attraverso fonti ufficiose, il Quirinale ha tenuto a precisare la propria posizione procedurale in merito alla vicenda. Viene ricordato come, in base alla sentenza 200 del 2006 della Corte Costituzionale, l’attività di indagine sulle domande di grazia sia competenza esclusiva del Ministero della Giustizia. Il Presidente della Repubblica, infatti, non possiede poteri autonomi di investigazione e deve necessariamente basare le proprie decisioni sui documenti e sulle valutazioni tecniche che gli vengono sottoposti dalle autorità competenti.
Qualora gli accertamenti del Ministero dovessero confermare che il provvedimento è stato ottenuto attraverso una rappresentazione distorta della realtà, la posizione di Nicole Minetti potrebbe tornare al centro del dibattito giudiziario, mettendo potenzialmente a rischio l’efficacia del beneficio ricevuto.



