Milano, 29 apr. (askanews) – “C’è stato un miglioramento per quanto riguarda la malnutrizione patologica, però viaggiamo sempre sul filo del rasoio e se non aumentano gli ingressi di cibo e di farmaci la situazione tornerà come prima”. A raccontare ad askanews la situazione umanitaria della popolazione palestinese a 6 mesi dal cessate il fuoco di Israele è Irdi Memaj, medico di Emergency, dalla Striscia di Gaza, dove l’ong ha due cliniche in cui cura centinaia di pazienti ogni giorno.”Per quanto riguarda la fame abbiamo l’ambulatorio che tratta i bambini dai sei mesi ai cinque anni, la malnutrizione è un po’ diminuita rispetto al periodo in cui la guerra era in corso fino al 10 ottobre, però dai dati che vediamo c’è ancora un 4% di pazienti malnutriti, parlando di malnutrizione come patologia”, ha spiegato.”Però per quanto riguarda la fame in realtà i numeri sono molto più elevati – ha sottolineato – perché ci sono report che fanno vedere che il 77% della popolazione è in ‘fase 3’ per quanto riguarda la sicurezza alimentare, vuol dire che le famiglie mangiano solo una volta al giorno”. A Gaza “una famiglia su 5 mangia solo una volta al giorno, oppure per riuscire ad avere l’adeguato introito di cibo deve entrare in meccanismi dannosi per la famiglia stessa che sono vendere i mezzi di produzione, far lavorare i bambini”.
Medici Emergency da Gaza: palestinesi sfiancati da fame e malnutrizione
Il racconto di Irdi Memaj dalla Striscia
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