Flottilla, dal blocco in mare alle accuse

sabato, 2 Maggio 2026
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Cosa è successo

Circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla, partiti dall’Europa con l’obiettivo di raggiungere Gaza via mare, sono stati intercettati dalle forze israeliane in acque internazionali del Mediterraneo. Dopo il fermo, i volontari sono stati condotti e fatti sbarcare sull’isola greca di Creta sotto la supervisione delle autorità locali.

Il blocco in mare e le accuse
Nei giorni precedenti, diverse imbarcazioni della flottiglia — partita a inizio mese dalle coste europee con l’obiettivo di forzare il blocco navale israeliano su Gaza — erano state fermate dalla Marina israeliana mentre navigavano vicino a Creta, pur trovandosi in acque internazionali. L’operazione è iniziata nella tarda serata di mercoledì. Gli attivisti hanno denunciato l’intervento di motoscafi militari che si sarebbero identificati come israeliani, puntando laser e armi semiautomatiche e ordinando ai presenti di spostarsi a prua e mettersi in ginocchio.

Numeri e reazioni politiche
In totale sono 22 le imbarcazioni intercettate e 175 le persone coinvolte, tra cui 23 italiani. Inizialmente Tel Aviv aveva annunciato il trasferimento dei fermati in Israele, ma successivamente il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha chiarito che, in accordo con il governo greco, i partecipanti sarebbero stati sbarcati su territorio greco. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha commentato con tono ironico, affermando che gli attivisti torneranno nei loro Paesi e “continueranno a guardare Gaza su YouTube”.

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