Dal 12 al 23 maggio 2026 la Croisette torna a essere il baricentro assoluto del cinema internazionale con la 79ª edizione del Festival di Cannes. A un passo dall’ottantesimo compleanno, la manifestazione francese si conferma molto più di una semplice rassegna cinematografica: Cannes è industria, mercato, strategia culturale e, soprattutto, potere simbolico. Un evento gigantesco, spesso dispersivo, affascinante e al tempo stesso respingente, dove convivono glamour e politica culturale, red carpet e mercato internazionale, grandi autori e operazioni mediatiche. Prima ancora dei singoli film, infatti, ciò che emerge dalla selezione ufficiale è la direzione produttiva e distributiva che il festival intende imprimere al cinema contemporaneo.
Un festival sempre più internazionale
Nonostante una presenza statunitense ridotta rispetto al passato, il programma 2026 si presenta ricchissimo e fortemente internazionale. Una scelta che conferma la linea espansionistica perseguita da Thierry Frémaux e dal festival negli ultimi anni: allargare la geografia cinematografica globale e consolidare Cannes come punto di riferimento assoluto della settima arte. Una strategia che, inevitabilmente, mette in evidenza anche le difficoltà di altre grandi manifestazioni europee. In particolare la Mostra del Cinema di Venezia, da tempo fortemente orientata verso Hollywood e i grandi titoli da awards season, appare oggi meno dinamica sul piano della scoperta internazionale. In questo contesto, si segnala la quasi totale assenza del cinema italiano, sintomo di una difficoltà strutturale sempre più evidente.
Park Chan-wook presidente di giuria
A guidare la giuria del Concorso sarà Park Chan-wook, autore sudcoreano simbolo del nuovo cinema asiatico, consacrato proprio a Cannes nel 2004 con Old Boy, vincitore del Grand Prix. Una scelta perfettamente coerente con l’identità sempre più globale del festival. Le Palme d’onore alla carriera saranno invece assegnate a due figure monumentali del cinema mondiale: Barbra Streisand e Peter Jackson. Ad aprire simbolicamente la manifestazione sarà invece Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro, proposto come classico della pre-apertura, mentre Fast and Furious viene già annunciato come uno degli eventi spettacolari dell’edizione.
Un concorso ricchissimo di grandi autori
Il cuore del festival resta naturalmente il Concorso ufficiale, che quest’anno propone una line-up impressionante per densità autoriale. Al di là dei nomi più prevedibili, la selezione mette insieme alcune delle voci più importanti del cinema contemporaneo.
Tra i titoli in concorso troviamo:
- Minotaur – Andrej Zvjagincev
- Paper Tiger – James Gray
- El ser querido – Rodrigo Sorogoyen
- The Man I Love – Ira Sachs
- 1949 – Paweł Pawlikowski
- Moulin – László Nemes
- Fjord – Cristian Mungiu
- Nagi Notes – Kōji Fukada
- Hope – Na Hong-jin
- Sheep in the Box – Hirokazu Kore-eda
- All of a Sudden – Ryūsuke Hamaguchi
- Parallel Tales – Asghar Farhadi
- Amarga Navidad – Pedro Almodóvar
E ancora Léa Mysius, Arthur Harari, Lukas Dhont, Valeska Grisebach, Marie Kreutzer e molti altri. Una selezione che, almeno sulla carta, appare ottima per qualità e ambizione cinefila, indipendentemente da quello che sarà poi il reale valore dei singoli film.
Le star della Croisette: da Scarlett Johansson a Demi Moore
Pur mantenendo una forte identità autoriale, Cannes 2026 potrà contare anche su una presenza significativa di star internazionali. Tra i titoli più attesi c’è Paper Tiger di James Gray, gangster movie interpretato da Adam Driver e Scarlett Johansson, mentre grande curiosità accompagna anche The Man I Love di Ira Sachs, che riunisce Rami Malek e Rebecca Hall. Attesissimo anche The Beloved, con Javier Bardem protagonista e co-produttore. Alla kermesse sarà presente anche Penélope Cruz, nel cast de La Bola Negra insieme a Glenn Close. Sul red carpet sfileranno inoltre Michael Fassbender e Alicia Vikander, protagonisti dell’horror coreano Hope, mentre Woody Harrelson e Kristen Stewart presenteranno Full Phil di Quentin Dupieux nella sezione di mezzanotte. Tra i membri della giuria spicca poi Demi Moore, che torna a Cannes dopo aver lasciato il segno nel 2024 con il body horror The Substance.
Gli italiani presenti: Monica Bellucci, Asia Argento ed Elodie
Se il cinema italiano resta fuori dal concorso, la presenza tricolore sulla Croisette sarà comunque garantita da diversi interpreti. Monica Bellucci sarà nel cast del film francese The Birthday Party, mentre Asia Argento guiderà il thriller Death Has No Master. Lo scrittore Erri De Luca comparirà invece in un piccolo ruolo in A Woman’s Life di Charline Bourgeois-Tacquet. Grande attenzione anche per Roma Elastica, girato a Cinecittà e costruito attorno a Marion Cotillard, con un cast italiano che comprende Isabella Ferrari, Ornella Muti, Franco Nero e Michele Bravi, qui alla sua prima esperienza cinematografica come attore. Sul red carpet è inoltre attesa Elodie, presenza ormai sempre più frequente tra cinema, moda e spettacolo internazionale.
Cannes oltre il concorso
Ma Cannes non vive soltanto di Palma d’Oro. Come ogni anno, il festival si espande in una moltitudine di sezioni parallele e collaterali: Un Certain Regard, Cannes Première, Séances de Minuit, Proiezioni speciali, Cannes Classics, Cinéma de la Plage, senza dimenticare Quinzaine des cinéastes, Semaine de la critique e ACID. È proprio in questi spazi che spesso emergono le scoperte più sorprendenti e il cinema più radicale. Alla Quinzaine, per esempio, figurano nomi come Balagov, Bruno Dumont, Claire Denis, Radu Jude, Lisandro Alonso e Louis Laudenbach. In altre sezioni compaiono anche Nicolas Winding Refn, Kiyoshi Kurosawa, Bertrand Mandico, Steven Soderbergh e Ron Howard. Un ecosistema enorme e dispersivo, dove inevitabilmente molti film rischiano di perdersi nel flusso continuo di proiezioni, incontri, conferenze stampa e mercato.
Il peso crescente dell’animazione
Uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026 riguarda il ruolo sempre più centrale del cinema d’animazione. Se per anni il genere era rimasto ai margini della selezione, oggi occupa uno spazio sempre più importante all’interno del programma. Quest’anno saranno ben dieci i titoli animati presenti nelle varie sezioni, tra cui In Waves, Jim Queen à La Recherche de la Chloroqueer, Tangles e Lucy Lost. Una svolta tutt’altro che casuale: il forte investimento dello Stato francese in scuole, fondi e coproduzioni animate ha inevitabilmente spinto Cannes ad allinearsi a una nuova centralità industriale del settore. Ancora una volta, politica culturale, economia e cinema si intrecciano perfettamente.
Il mercato che alimenta il cinema mondiale
Sotto le sale principali del Palais continua inoltre a pulsare il Marché du Film, il gigantesco mercato internazionale che rappresenta il vero motore economico del festival e, più in generale, dell’intero sistema cinematografico mondiale. È qui che si comprano, si vendono e si finanziano film destinati a circolare nei festival, nelle sale e sulle piattaforme di tutto il mondo. Cannes resta quindi non solo una celebrazione del cinema, ma anche il luogo in cui il cinema contemporaneo prende concretamente forma. E nel bene e nel male, nessun altro festival sembra oggi avere la stessa forza, la stessa influenza e la stessa capacità di dettare il ritmo del cinema globale.
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