La filosofia ritorna ad essere terreno di scontro politico. Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e professore alla San Raffaele, ha firmato una petizione con oltre 60 docenti universitari contro le nuove Indicazioni Nazionali per i licei del Ministero dell’Istruzione. Nel mirino c’è la riscrittura del programma di filosofia: spariscono autori come Spinoza, Leibniz e Karl Marx, e vengono ridotti Kant, Fichte e Schelling. Al loro posto più spazio a Hobbes, Locke e Rousseau sul contratto sociale, più una generica “filosofia italiana dell’Ottocento” con Croce e Gentile.I firmatari parlano di “progetto di egemonia culturale” fatto senza consultare la scuola, e denunciano un impoverimento della pluralità di pensiero. La petizione su Change.org ha superato le 3.000 adesioni e la senatrice PD Cecilia D’Elia ha chiesto un confronto pubblico al Ministero. Per Cacciari è una battaglia sul senso stesso dell’insegnamento: semplificare non può voler dire cancellare nodi centrali della tradizione filosofica. Il governo difende la riforma come un modo per rendere la materia più fruibile e legata al pensiero politico moderno.



