Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha fatto il punto sull’attività di contrasto alle occupazioni abusive durante l’Assemblea Nazionale di Confedilizia a Roma. “Lo Stato non può e non deve mai arretrare né consentire che l’illegalità venga percepita come una condizione tollerata o irreversibile”, ha dichiarato il titolare del Viminale, snocciolando i numeri dell’azione di governo: dall’ottobre 2022 sono stati completati oltre 230 sgomberi di immobili di particolare rilievo, a cui si aggiungono più di 4.200 sgomberi di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
“L’occupazione abusiva di un immobile non è un gesto neutro, è una violazione di legge, è una ferita arrecata al principio di certezza del diritto e un danno concreto per i proprietari, spesso cittadini comuni”, ha affermato Piantedosi. Il ministro ha sottolineato come in alcuni casi si configuri “un vero e proprio racket delle occupazioni con cointeressenze talvolta anche della criminalità organizzata che specula sulla vulnerabilità delle persone”.
Il capo del Viminale ha illustrato la linea d’azione basata su due direttrici: “Il primo obiettivo è evitare che avvenissero nuove occupazioni, e quindi fermare la situazione, ma nello stesso tempo, in parallelo, sgomberare gli immobili che erano già occupati”, ha spiegato. Per i nuovi episodi si procede “con lo sgombero immediato, entro le 24 ore, per scongiurare il consolidamento di situazioni di illegalità”. Per i casi pregressi sono stati avviati “censimenti degli occupanti” per tutelare le reali fragilità – disabili, minori, over 65 – e procedere al rilascio “senza che si verifichino traumi sociali”.
Sul fronte legislativo, Piantedosi ha ricordato il rafforzamento degli strumenti disponibili: “Dopo le misure introdotte nel pacchetto sicurezza del 2025, siamo in procinto di implementare ulteriormente il quadro normativo in maniera ancora più incisiva con le novità che abbiamo previsto nel disegno di legge in materia di rilascio di immobili presentato lo scorso aprile”. “Sono misure necessarie perché troppo spesso famiglie, anziani e cittadini si sono trovati costretti ad affrontare percorsi lunghi e complessi per rientrare nella disponibilità della propria casa e questo non è sicuramente accettabile”, ha concluso su questo punto.
Il ministro ha collegato l’azione repressiva a una strategia più ampia. “Uno Stato autorevole non è uno Stato che rinuncia all’umanità, ma uno Stato capace di coniugare la fermezza e la responsabilità sociale, quindi il rispetto della legalità e al contempo la cura delle persone”, ha dichiarato Piantedosi. “L’azione di contrasto alle occupazioni abusive non può esaurirsi nella sola dimensione depressiva”, ha aggiunto, illustrando il nuovo Piano Casa che “si propone di affrontare l’emergenza abitativa non con interventi episodici, ma con una strategia di lungo periodo”.
Il piano prevede “circa 100.000 alloggi popolari a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni, attraverso investimenti pubblici, il coinvolgimento dei privati e il recupero di migliaia di immobili che oggi sono inutilizzati o inagibili”. “La legalità si difende anche creando condizioni sociali più giuste, più equilibrate e più sostenibili”, ha precisato il ministro, definendo l’operazione “una battaglia di civiltà in cui ogni alloggio recuperato significa una famiglia aiutata legalmente, meno tensione sociale e più fiducia nello Stato”.



