Si è parlato molto, in questi giorni, dei piccoli accompagnatori dei campioni agli Internazionali d’Italia, rito ormai familiare per chi segue il tennis.
Prima di ogni match, infatti, i giocatori escono dal tunnel tenendo per mano una bambina o un bambino, condividendo con loro l’emozione dell’ingresso in campo dinanzi al pubblico.
Quest’anno, però, quel gesto ha assunto un significato ancora più profondo perché ad accompagnare i tennisti sulla terra rossa del Foro Italico sono stati infatti più di venti bambine e bambini seguiti dall’Ospedale Bambino Gesù che ogni giorno affrontano percorsi di cura difficili.
Tra loro anche Sofia, la bambina cha ha accompagnato il campione altoatesino Jannik Sinner nel corso della semifinale degli Internazionali d’Italia.
Hanno fatto il giro dei social i video che ritraggono la piccola mano nella mano con il numero 1 mentre raggiunge il centro del campo saltellando con gioia. La madre si è espressa sui social ringraziando “chi si è emozionato con lei”.
“Quanto accaduto in questi giorni – ha scritto la madre della piccola – ha profondamente scosso i nostri cuori. Volevamo ringraziare, tutte quelle persone che per un istante nel sorriso e nella gioia di nostra figlia, hanno provato un’emozione intensa da far pensare che il mondo è fatto anche di questo nonostante tutto”
“Sofia – ha proseguito – ha una forza disarmante che ha stravolto il mondo intero ma che dietro a quel sorriso cela un lato scuro e tortuoso. Dietro al sorriso e un balletto di una principessa, c’è una lunga e difficile battaglia contro un mostro più grande di lei.
Ma sappiate che tutto questo da sola non lo poteva affrontare e per tale motivo sentiamo il dovere di ringraziare in modo speciale e profondo, l’Ospedale Bambino Gesù, ed in modo particolare il Professor Franco Locatelli che, da due anni a questa parte, segue nostra figlia e se ne prende cura insieme al suo straordinario team quali la Dott.ssa Russo e il
Dott. Milano”. E ancora: “Mia figlia è letteralmente custodita tra le loro braccia e le loro menti eccelse. L’Ospedale Bambino Gesù, II DH, il reparto di oncologia, i bambini guerrieri e i genitori coraggio, sono diventati la nostra seconda casa. Abbiamo avuto modo di conoscere chi come noi ha potuto toccare con mano la paura, il dolore e la sofferenza di vedere un figlio soffrire.
La donna ha poi citato Elena Santarelli, affermando: “donna e mamma coraggio, che quotidianamente rimane accanto ai bambini e ai genitori del reparto di oncologia, vorremmo dirti GRAZIE perché la tua sensibilità e umanità non conosce confini.
Stiamo combattendo una battaglia difficile, una di quelle che fanno tremare i polsi, ma sapere che loro sono, e sono sempre stati, instancabilmente al nostro fianco ci fa guardare avanti con speranza”.



