L’Italia torna a premere sull’Unione europea per ottenere maggiore flessibilità sui conti pubblici, puntando ad allargare gli spazi concessi per le spese militari anche agli interventi contro il caro-energia.
Stavolta a rilanciare la proposta è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto a Nicosia a margine delle discussioni dell’Eurogruppo, in una fase particolarmente delicata per la situazione economica europea.
“La nostra proposta è di interpretare gli spazi concessi per la difesa in termini di sicurezza nazionale”, ha spiegato il titolare del Mef, ribadendo che l’obiettivo è consentire agli Stati membri di utilizzare la flessibilità prevista dal nuovo quadro europeo anche per sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi energetici. Secondo Giorgetti, si tratta di una misura “razionale e di buon senso”, necessaria in una congiuntura ancora fragile per molte economie europee.
Il ministro ha collegato direttamente il tema energetico alla sicurezza strategica dell’Europa.
“Uno dei miei mantra è che la sicurezza economica è sicurezza nazionale”, ha affermato, sottolineando come gli effetti economici delle tensioni internazionali siano ormai comparabili alle grandi crisi geopolitiche recenti. Giorgetti ha comunque invitato ad avere prudenza sui tempi decisionali europei. Le valutazioni da parte delle istituzioni comunitarie, ha spiegato, “non sono immediate”, per arrivare a una risposta concreta potrebbe servire “qualche giorno, magari qualche settimana”.
Le nette parole del ministro arrivano mentre l’Unione europea cerca un difficile equilibrio tra i vari Stati membri a causa dell’aumento delle spese per la sicurezza e della necessità di sostenere crescita economica, industria e competitività in un contesto internazionale ancora molto fragile.
Giorgetti alle Ue chiede più flessibilità e sicurezza
