(Adnkronos) – “Avevamo detto di mantenere la calma perché i casi sospetti”, le due persone rientrate dall’Uganda e trasferite al Sacco di Milano, “potevano essere contagi di un altro patogeno e non Ebola. E così è stato. Basta l’inutile allarmismo, la comunicazione sia corretta e non rincorra gli spari ad alzo zero'”. Così all’Adnkronos Salute Francesco Vaia, componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, già direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma e direttore della Prevenzione del ministero della Salute, che era stato cauto dopo i primi allarmi sulle due persone con sintomatologia febbrile, arrivate dall’Uganda, e poi trasferite nell’ospedale milanese.
Ebola, Vaia: “Non si rincorra allarmismo e gli spari ad alzo zero”
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