Legge elettorale, opposizioni urlano al “blitz” contro il Bignami bis: le interviste | Video

giovedì, 28 Maggio 2026
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La nuova versione della riforma elettorale depositata dalla maggioranza in commissione Affari costituzionali alla Camera solleva le critiche delle opposizioni. Il testo rivisto innalza al 42% la soglia per il premio di maggioranza, elimina il ballottaggio e introduce un meccanismo di coordinamento tra Camera e Senato. Il premio da 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama scatterà solo se la stessa lista o coalizione arriva prima in entrambi i rami del Parlamento. Il tetto massimo di seggi ottenibili con il premio scende da 230 a 220 alla Camera e da 114 a 113 al Senato. Viene inoltre rafforzato l’obbligo di indicare il nome del candidato premier al deposito delle liste, pena l’inammissibilità. Le interviste con le reazioni di maggioranza e opposizione raccolte da Lo Speciale.

Legge elettorale, le critiche dell’opposizione al Bignami bis

“Sono stati costretti a presentare questo ‘testo bis’ perché il testo che avevano scritto era assolutamente incostituzionale e anche irragionevole”, ha dichiarato Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle ai microfoni de Lo Speciale. “Lo hanno detto tutti gli auditi quasi all’unanimità, anche quelli chiamati dal centrodestra. Hanno fatto tutta una battaglia sul voto fuorisede, prendendo in giro milioni di giovani soprattutto, ma non è previsto nel testo; così come l’indicazione delle preferenze non c’è”. Secondo Baldino, “questa situazione ad un anno dal voto è voluta chirurgicamente dalla maggioranza proprio per blindarsi nella prossima legislatura. Il loro obiettivo era chiaramente quello di cancellare i collegi uninominali perché avrebbero consentito al centrosinistra di vincere tutti i collegi dalla Toscana in giù”.

Enrico Borghi di Italia Viva-Azione ha definito “paradossale che in un paese che ha i salari più bassi d’Europa, la crescita più bassa del G20, il debito pubblico più alto di tutta l’Unione Europea, anziché discutere di questi problemi si discuta di legge elettorale”. “Sta uscendo una proposta pasticciata nella quale per legge viene codificato che il voto di qualcuno vale 1 e mezzo, il voto di qualcun altro vale 0,5 e il voto di altri ancora non concorre a decidere la soglia di governabilità nazionale, perché addirittura il Trentino Alto Adige verrebbe tolto dal computo”, ha spiegato.

La difesa della maggioranza

Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia ha respinto le accuse: “La legge elettorale la facciamo per le elezioni che si terranno nel 2027 a scadenza naturale della legislatura. So che qualcuno fa finta di sperarci, ma in realtà anche le opposizioni hanno il terrore di tornare alle urne. La facciamo per il bene degli italiani e non per interesse di partito”, ha detto.

Massimiliano Romeo della Lega ha rigettato l’accusa di blitz: “Abbiamo chiesto, eravamo disponibili a scriverla insieme la legge. Se poi dall’altra parte uno dice ‘No, non ne vogliamo sapere’, a quel punto la maggioranza ha tutto il diritto di modificare la legge elettorale con l’idea di garantire la stabilità di governo. Questa è fondamentale anche per la stabilità economica, soprattutto in uno scenario internazionale di crisi”, ha precisato Romeo.

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