“Sole caduto Aosta”: al Castello Gamba il progetto incompiuto di Gio’ Pomodoro

martedì, 2 Giugno 2026
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Gio’ Pomodoro, Bozzetto per la scultura Sole caduto Aosta (1998-2002; marmo bianco di Trani, 54 x 91 x 48 cm; Châtillon, Castello Gamba, inv. 460 AC) © Castello Gamba

Fino al 21 giugno 2026 al Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta, a Châtillon, iniziativa, intitolata Sole caduto Aosta. Gio’ Pomodoro, inserita nel progetto espositivo denominato Détails, che nasce con l’intento di valorizzare il patrimonio artistico permanente del museo attraverso approfondimenti tematici mirati. L’esposizione approfondisce il rapporto tra l’artista marchigiano e la Valle d’Aosta attraverso bozzetti, disegni, modelli e opere legate al tema del “Sole”, centrale nella sua ricerca.

“Una delle molteplici avventure di mio padre nel campo a lui particolarmente caro della statuaria pubblica”: con queste parole Bruto Pomodoro definisce il progetto elaborato da Gio’ Pomodoro (Orciano di Pesaro, 1930 – Milano, 2002) tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Al centro del percorso espositivo si trova il bozzetto in marmo bianco di Trani di Sole caduto Aosta (1998-2002), oggi conservato nelle collezioni del Castello Gamba.

La mostra nasce dalla volontà della direttrice Viviana Maria Vallet di approfondire il legame tra l’artista e il territorio valdostano. Un rapporto avviato nel 1988, in occasione della XLIII Biennale d’Arte di Venezia, quando la Regione autonoma Valle d’Aosta partecipò eccezionalmente con un proprio padiglione dedicato ad artisti le cui opere erano state fuse presso la storica acciaieria DeltaCogne di Verrés. Tra queste figurava anche Sole Serpente di Gio’ Pomodoro, oggi parte della collezione permanente del museo.

Gio’ Pomodoro, Sole Serpente (1988; acciaio inox patinato, 1/3, 54 x 52 x 36 cm; Châtillon, Castello Gamba, inv. 94 AC) © Castello Gamba

L’artista tornò poi in Valle d’Aosta nel 1998 per la grande antologica Gio’ Pomodoro. Pietre e marmi. 1965-1997, curata da Antonio Del Guercio e allestita tra il Centro espositivo Saint-Bénin e il centro storico di Aosta. Fu in quell’occasione che Pomodoro rimase affascinato da Piazza Roncas, immaginandone una trasformazione radicale: uno spazio sopraelevato concepito come luogo di incontro e sosta, arricchito da fontane, sculture e panchine in materiali pregiati.

Il progetto, interamente sviluppato attorno al tema del “Sole” – o meglio dei “Soli”, come amava definirli l’artista – non venne però mai realizzato. A testimonianza di quell’idea rimangono oggi quattro disegni preparatori in china e matite colorate, il modello della scultura Sole caduto Aosta e il plastico dell’intera piazza, realizzato in marmo di Trani e intitolato balcone pavimentale.

Curata da Stefano Bruzzese in collaborazione con la Struttura Patrimonio storico-artistico della Soprintendenza regionale, la mostra si avvale anche del contributo di Bruto Pomodoro e dell’Archivio Gio’ Pomodoro. Completano il percorso due importanti prestiti da collezioni private: il monumentale acquerello Solvecchio (1998) e il bronzo lucido Sole Aosta (2000), opere che restituiscono la forza poetica e simbolica della ricerca dell’artista sul tema cosmico della luce e dello spazio pubblico.

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