Flavio Cobolli approda per la seconda volta in carriera ai quarti di finale di uno Slam. Il tennista italiano, testa di serie numero 10, ha superato lo statunitense Zachary Svajda (85 Atp) con il punteggio di 6-2, 6-3, 6-7(3), 7-6(5) dopo tre ore e 19 minuti di battaglia sul centrale Philippe Chatrier di Parigi. Per Cobolli, che ha ceduto il primo set dell’intero torneo, si tratta di un traguardo importante che lo avvicina virtualmente alla top 15 del ranking mondiale. L’azzurro attende ora il vincitore della sfida tra il canadese Felix Auger-Aliassime (6 Atp) e il cileno Alejandro Tabilo (36 Atp).
Cobolli ai quarti del Roland Garros, le sue parole
“Oggi ho imparato che un match non può mai dirsi chiuso, me la sono quasi fatta addosso”, ha dichiarato Cobolli al termine dell’incontro. “Sono felice, ma ancora nervoso e adesso dovrò riposarmi un po’”, ha aggiunto il tennista romano, visibilmente provato dall’intensità della partita.
Cobolli ha sottolineato il legame speciale con il Roland Garros: “Questo è il mio Slam preferito, adoro giocare in Francia e sulla terra e oggi il pubblico mi ha aiutato molto a chiudere un match che diventa ora molto importante anche per il prossimo turno”.
Un ringraziamento particolare è andato al suo team: “Penso che anche tra di loro ci sia qualcuno che abbia rischiato di farsela sotto, ma siamo contenti di poter avere l’occasione e l’onore di giocare un’altra partita qui”, ha spiegato. Cobolli ha quindi dedicato la vittoria alla Federazione e a Filippo Volandri, sottolineando il percorso di crescita che lo ha portato fino a questo traguardo.
La battuta sul Psg e la passione per la Roma
In conferenza stampa, Cobolli ha scherzato con i giornalisti sul recente successo del Paris Saint-Germain: “Credo di essere il tifoso di calcio numero 1 nel tour. L’altra sera i parigini non mi hanno fatto dormire, faccio davvero i complimenti al Psg per la seconda Champions vinta”, ha detto. Poi la provocazione da tifoso romanista: “Ma state attenti che l’anno prossimo c’è anche la Roma in Champions”.
Il tennista italiano è noto per la sua fede giallorossa e prima di emergere nel tennis, fino all’età di 13 anni, ha giocato nelle giovanili della Roma nel ruolo di terzino destro.



