Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, sono comparsi oggi davanti ai magistrati del tribunale di Sion per rispondere a nuove domande sull’incendio di Capodanno che ha provocato 41 morti e 115 feriti. L’udienza si è svolta con la formula del “confronto”, con i coniugi interrogati insieme nella stessa stanza alla presenza dei pubblici ministeri e degli avvocati delle parti civili.
Crans Montana, i Moretti si dicono pronti a collaborare in tribunale
I Moretti sono tra le 14 persone indagate con l’accusa di omicidio colposo, lesioni personali e incendio doloso per negligenza. “Vogliamo collaborare con la giustizia, siamo sempre stati massacrati. Noi abbiamo sempre risposto alle domande e sono state dette tante falsità su di noi”, ha dichiarato Jessica Moretti agli inquirenti. Secondo fonti legali, Jacques Moretti ha affermato di “essere stato molto male, tanto da non riuscire nemmeno a parlare” dopo la strage nel locale dove sono morte 41 persone, per lo più giovanissimi.
La procura del Cantone del Vallese ha contestato oggi a Jessica Moretti, anche il reato di falso documentale. Secondo quanto è trapelato gli addebiti riguardano una fattura del 2015 relativa all’acquisto della schiuma fonoassorbente, con cui era stato rivestito il soffitto del locale e da cui a Capodanno si è sviluppato l’incendio. All’interrogatorio hanno partecipato numerosi avvocati delle parti civili che hanno potuto formulare domande alla coppia.
La replica dei familiari delle vittime
Le parole dei Moretti hanno suscitato la reazione dei familiari delle vittime. “Essere devastati e distrutti significa non poter abbracciare i propri figli o poterli assistere in ospedale. Essere devastati non è essere indagati quando si può tornare a casa, lavorare col proprio marito e poter abbracciare i figli tutte le mattine”, ha dichiarato Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, morto a 16 anni nell’incendio. La donna ha aggiunto: “Ho bisogno di risposte, abbiamo bisogno di risposte”.
Romain Jordan, avvocato delle famiglie delle vittime, ha spiegato: “Credo che questa sia l’ultima opportunità che i coniugi Moretti avranno per dimostrare di voler partecipare attivamente alle indagini e fornire risposte alle vittime”. Più duro il legale Gilles-Antoine Hofstetter: “Sono una coppia che condivide la stessa abitazione; siamo al culmine della collusione”.



