È stato completato il restauro del celebre mosaico del Toro rampante all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II. L’intervento ha permesso di stabilizzare, levigare e restituire alla fruizione pubblica uno dei simboli più noti del cosiddetto “Ottagono”, punto di passaggio centrale della Galleria.
“Il mosaico è ora stabilizzato, levigato e restituito alla funzione pubblica”, si legge in una nota del Comune di Milano, che aggiunge come da oggi cittadini e turisti possano tornare a compiere il tradizionale rito scaramantico dei tre giri sul toro, gesto ormai diventato una consuetudine per migliaia di visitatori ogni anno.
L’intervento è stato eseguito da Gianluca Galli e ha riguardato anche il reintegro delle parti maggiormente consumate dal passaggio continuo di decine di migliaia di persone.
Nei giorni scorsi, però, la diffusione di una fotografia del mosaico appena restaurato — quando i lavori non erano ancora del tutto conclusi — aveva scatenato un acceso dibattito sui social e non solo, tra ironia e polemiche anche di natura politica. Al centro della discussione, l’apparente “scomparsa” dei testicoli del toro, dettaglio che ha alimentato meme e commenti virali, con qualcuno che ha ironicamente parlato di un passaggio da toro a bue. Anche il sottopancia risultava modificato, con una tonalità diversa rispetto all’originale rosso-amaranto.
A intervenire sulla vicenda è stato anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che ai microfoni di “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio 1 ha commentato con tono ironico: “Stamattina mi sono fatto mandare la versione finale del toro, i testicoli si vedono un po’ poco ancora. Ora è a posto, non è così evidente. Bisogna un po’ cercarli”.
Il sindaco ha poi scherzato, definendosi “un noto rompiballe”, aggiungendo di non aver “mai frantumato i testicoli del toro”, chiudendo così la polemica con una battuta.
