Giorgia Meloni torna a rispondere alle polemiche nate dopo la sua mancata partecipazione al vertice Ue-Balcani che si è svolto a Tivat, in Montenegro. L’assenza della presidente del Consiglio all’incontro dedicato all’allargamento dell’Unione europea e alla situazione in Ucraina aveva alimentato le critiche delle opposizioni, che avevano parlato di un presunto isolamento dell’Italia sul piano internazionale.
La premier aveva già spiegato di non essere riuscita a raggiungere il summit in tempo a causa degli impegni istituzionali legati alla cerimonia per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, tenutasi a Reggio Calabria. Ora, in un’intervista al Corriere della Sera, Meloni è tornata sull’argomento respingendo ogni interpretazione politica della sua assenza.
“La polemica sul presunto isolamento dell’Italia la lascio volentieri a una sinistra disperata”, ha affermato la presidente del Consiglio, sottolineando che non vi sarebbe stata alcuna ragione politica dietro la scelta di non partecipare. Meloni ha spiegato che i tempi della cerimonia si sarebbero protratti oltre il previsto e che non avrebbe ritenuto opportuno affrontare il viaggio per una presenza di appena un’ora.
La premier ha inoltre ricordato come sia normale che i leader internazionali non prendano parte a tutti gli appuntamenti in agenda, sostenendo però che, nel suo caso, ogni assenza finisca per generare polemiche che ha definito “ridicole”.
Meloni ha poi ribadito il forte sostegno dell’Italia al percorso di integrazione europea dei Paesi balcanici, evidenziando gli ottimi rapporti con i leader della regione. Proprio per questo, ha assicurato che non ci sarebbe stata alcuna volontà di prendere le distanze dall’incontro.
La presidente del Consiglio ha infine riferito di aver informato personalmente il presidente del Consiglio europeo, António Costa, e di aver contattato il premier montenegrino Milojko Spajić, con il quale avrebbe concordato un nuovo incontro nelle prossime settimane, confermando la vicinanza dell’Italia al Montenegro e all’intera area balcanica.
