AGGIORNAMENTO –
L’intesa tra Teheran e Washington non sarà firmata domani. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo quanto riportato dai media statali. Baghaei ha spiegato che l’Iran mantiene un atteggiamento prudente sulla data della firma a causa delle incertezze e delle esitazioni da parte degli Stati Uniti. L’agenzia di stampa statale Irna, citando il portavoce, riferisce che Teheran esclude la sottoscrizione, entro le prossime 24 ore, di un memorandum d’intesa con Washington finalizzato a mettere definitivamente fine alla guerra in Medio Oriente. “Dobbiamo attendere per conoscere la data esatta della firma. Non sarà domani”, ha affermato Baghaei, lasciando però intendere che l’accordo potrebbe essere siglato “nei prossimi giorni”.
Gli Stati Uniti sarebbero pronti a firmare nei prossimi giorni un quadro di accordo con l’Iran, secondo un funzionario citato dal New York Times, in base a indiscrezioni diplomatiche. Il memorandum non è però ancora definito e resta negoziale; Axios lo descrive come una “pillola amara” per Netanyahu.
Secondo Repubblica, la possibile chiusura del conflitto ruota attorno a uno schema già visto: denaro in cambio di stabilità. Dall’Iraq post-guerra ai fondi del 2015 legati all’intesa sul nucleare iraniano.
Il cosiddetto Memorandum di Islamabad sarebbe vicino alla definizione: un’intesa preliminare tra Washington e Teheran per congelare il conflitto e rinviare di 60 giorni le questioni più delicate, soprattutto il dossier nucleare.
Il testo si baserebbe su quattro pilastri: lo Stretto di Hormuz, i fondi congelati e le sanzioni, il programma nucleare con impegno a non sviluppare armi atomiche, e il fronte libanese con tensioni ancora aperte con Israele.
