Fino al 13 settembre 2026, gli spazi del WeGil a Trastevere ospitano la mostra “Da Renoir a Picasso, da Miró a Fontana. 120 capolavori della grafica del ’900”. Promossa dalla Regione Lazio e organizzata da LAZIOcrea in collaborazione con ViDi, l’esposizione propone un percorso dedicato alla produzione grafica europea tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra.
Curata da Simona Bartolena con Enrico Sesana e Luigi Tavola, la mostra prende in esame il ruolo della stampa d’arte come linguaggio autonomo, evidenziandone le possibilità espressive e di sperimentazione tecnica. Attraverso oltre 120 opere su carta, il percorso mette inoltre in luce il rapporto tra artisti e stampatori nella realizzazione delle incisioni e delle litografie.
L’itinerario si apre con lavori della seconda metà dell’Ottocento firmati da Édouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Henri de Toulouse-Lautrec e Paul Cézanne, insieme a esponenti del Simbolismo. Questa sezione introduce le basi tecniche e artistiche che influenzeranno gli sviluppi delle avanguardie del Novecento.
Un’ampia parte della mostra è dedicata alla grafica cubista, con opere di Pablo Picasso e Georges Braque, tra cui Nature morte à la bouteille de Marc (1911) e Job (1911), accanto a lavori di Jacques Villon, Fernand Léger, Louis Marcoussis e Juan Gris. Il percorso prosegue con la produzione legata al Bauhaus, rappresentata da artisti come Vasilij Kandinskij, Natalia Goncharova e Paul Klee, e con la grafica espressionista della Brücke, che comprende incisioni di Karl Schmidt-Rottluff ed Emil Nolde. Sono presenti anche opere di Raoul Dufy e di Georges Rouault, del quale vengono esposte diverse prove di stampa che illustrano le fasi del processo incisorio.
L’ultima parte dell’esposizione è dedicata alla tradizione della grafica italiana del secolo scorso. Il panorama si articola dalle ricerche cubo-futuriste di Gino Severini con La modiste (1916) e metafisiche di Giorgio de Chirico, fino ai maestri dell’incisione come Giuseppe Viviani e Luigi Bartolini. Di grande rilievo sono gli esempi di pittori e scultori che hanno integrato stabilmente la grafica nella loro ricerca: la Natura morta con il cestino del pane (1921) di Giorgio Morandi mostra l’alto livello tecnico raggiunto nell’acquaforte, mentre le composizioni di Marino Marini, Massimo Campigli e Zoran Music introducono alle tendenze del secondo dopoguerra. Il percorso si chiude con le esperienze informali e astratte di Emilio Vedova e con la Combustione (1963-1964) di Alberto Burri, documentando il superamento dei confini tradizionali del supporto cartaceo prima di giungere alle ricerche spaziali di Lucio Fontana.
L’esposizione didattica permette così di esaminare da vicino le peculiarità delle diverse tecniche di stampa — dall’acquaforte alla litografia, dalla xilografia al pochoir — offrendo al pubblico una chiara chiave di lettura per comprendere l’evoluzione dei linguaggi artistici del Novecento da una prospettiva tecnica particolare e ravvicinata.
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