Costituente, standing ovation per Mattarella, assenti i vannacciani

giovedì, 25 Giugno 2026
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Nel giorno in cui la Repubblica celebrava gli ottant’anni dell’Assemblea Costituente e Sergio Mattarella richiamava il Paese alle radici antifasciste della democrazia italiana, dai banchi della maggioranza si registrava una significativa assenza: quella dei parlamentari riconducibili all’area vannacciana. Una scelta che ha finito per oscurare, almeno in parte, il clima di unità istituzionale che ha accompagnato la cerimonia di Montecitorio.
A far discutere sono state in particolare le assenze dei deputati Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo durante la celebrazione solenne ospitata nell’Aula della Camera. Una ricorrenza simbolica, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato, pensata per ricordare il percorso che portò alla nascita della Costituzione e della democrazia repubblicana. Ziello ha spiegato di aver lasciato il palazzo per partecipare a una manifestazione sulla Rai, mentre Pozzolo ha motivato la propria assenza con impegni di partito a Torino. Giustificazioni che non hanno impedito alla loro mancata partecipazione di attirare l’attenzione degli osservatori parlamentari.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha definito la Costituzione una “carta di valori” nata dal sacrificio di chi si oppose alla dittatura e costruita attraverso la sintesi tra culture politiche differenti. Un patrimonio condiviso che continua a rappresentare il fondamento della convivenza democratica italiana.
Mattarella ha ricordato il prezzo pagato dal Paese per riconquistare la libertà dopo gli anni del fascismo e della guerra. Un percorso che ha consentito agli italiani di tornare a essere protagonisti del proprio destino e di darsi autonomamente le regole della convivenza civile. Nel suo richiamo storico ha reso omaggio ai partigiani, alle popolazioni civili vittime delle violenze naziste e della Repubblica di Salò, ai militari italiani internati in Germania e ai combattenti della Brigata Ebraica.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato ai martiri dell’antifascismo. Il Presidente della Repubblica ha citato Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, don Giovanni Minzoni, Antonio Gramsci, Carlo Rosselli e Nello Rosselli, figure che con il loro sacrificio contribuirono a mantenere viva l’idea di un’Italia libera e democratica. Mattarella ha sottolineato come la classe dirigente non compromessa con il fascismo abbia saputo assumersi il compito di guidare la transizione democratica dopo il conflitto.
Richiamando il pensiero di Piero Calamandrei, il Capo dello Stato ha evidenziato come la Costituzione continui a custodire l’eredità della Resistenza, fondendo gli ideali del Risorgimento con quelli della lotta contro la tirannide. Ha inoltre ricordato il lavoro di mediazione compiuto dai costituenti, che seppero tradurre in principi condivisi il riconoscimento dei diritti sociali e il primato della persona, raccogliendo anche l’invito di Giuseppe Saragat a garantire alla Repubblica un autentico “volto umano”.
Le parole del Presidente sono state accolte da lunghi applausi e da una standing ovation trasversale ai diversi schieramenti politici. Un consenso che ha sottolineato ulteriormente il significato delle assenze registrate tra i parlamentari dell’area vannacciana, trasformate nella principale nota politica di una giornata dedicata alla memoria, all’unità nazionale e ai valori fondanti della Repubblica.

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