Bon ton I l’eleganza al giorno d’oggi e il look per l’estate

sabato, 27 Giugno 2026
4 minuti di lettura
a sinistra una proposta di Luluredgrove per l'estate 2026, crediti foto Claudia Frijio

Mi ha colpito molto una frase di Seneca che ho letto giorni fa: “Chi è dappertutto non è da nessuna parte”, un concetto semplice, ma chiaro. E se lo leghiamo ad un discorso incentrato sullo stile e sull’eleganza ci rendiamo immediatamente conto che troppi elementi visivi in un look stordiscono chi ci guardano e danno subito un’immagine di noi alquanto confusionaria e disordinata. E proprio di eleganza e di stile abbiamo parlato nel talk svoltosi in occasione dei Dandy Days, manifestazione che coniuga stile, bon ton, solidarietà e bellezza andato in scena lo scorso 6 e 7 giugno ad Arezzo, un evento organizzato magistralmente da Alessio Ginestrini e Stefania Severi. Ci siamo interrogati sul concetto di eleganza insieme alla celebre stilista italiana Chiara Boni e a Antonino Ubaldo Caltagirone, scrittore e filosofo dello stile. L’eleganza al giorno d’oggi significa soprattutto coerenza, non è più soltanto una questione di abiti o buone maniere: è diventata una forma di coesione tra ciò che si è e ciò che si mostra. In un’epoca in cui tutto tende a essere veloce, esposto e spesso eccessivo, l’eleganza si riconosce soprattutto per sottrazione ed in questo Giorgio Armani docet. Non è mai rumorosa, non ha bisogno di imporsi, si manifesta nel modo in cui una persona occupa lo spazio senza invaderlo, nel linguaggio che evita l’esagerazione, nei gesti che non cercano approvazione. È una qualità che non coincide con la ricchezza, né con lo status, anche se spesso viene confusa con l’apparenza esteriore.

Oggi l’eleganza ha anche una dimensione digitale. Si vede nel modo in cui si comunica online: nella scelta delle parole, nella misura dei contenuti condivisi, nella capacità di non trasformare ogni cosa in spettacolarizzazione. L’eleganza digitale è discrezione in un ambiente che premia la sovraesposizione. C’è poi un aspetto meno evidente, ma centrale: l’eleganza come rispetto del tempo degli altri. Saper ascoltare senza interrompere, rispondere senza sopraffare, essere presenti senza occupare tutto lo spazio della conversazione. È una forma di attenzione che oggi vale quanto un gesto estetico. In fondo, l’eleganza contemporanea non è una forma fissa, ma un atteggiamento: è il rifiuto dell’eccesso inutile e la scelta della misura. Non è nostalgia del passato, ma una risposta molto attuale al rumore del presente. L’eleganza, oggi, è una parola che sembra semplice, ma che in realtà si è caricata di significati, è una forma di equilibrio, spesso invisibile, tra ciò che si mostra e ciò che si trattiene.

Per molto tempo l’eleganza è stata associata a codici sociali precisi: abiti ben confezionati, buone maniere, ambienti raffinati. Oggi questi elementi non sono scomparsi, ma hanno perso il monopolio del significato. Si può essere eleganti anche in jeans e sneakers, così come si può risultare fuori contesto e per nulla raffinati pur indossando abiti formali. Questo spostamento segnala un cambiamento più profondo: l’eleganza non è più un insieme di regole esteriori, ma un modo di stare nel mondo. In questa prospettiva, l’eleganza coincide sempre più con la misura. È la capacità di evitare l’eccesso, non per paura o rigidità, ma per consapevolezza. Nel linguaggio significa scegliere le parole senza sovraccaricarle, evitando l’enfasi inutile. Nei gesti significa non invadere lo spazio altrui, fisico o simbolico.

look Luluredgrove e cintura LMP Spring/Summer 2026, photo credits: Claudia Frijio

Anche nel linguaggio pubblico e professionale l’eleganza ha assunto un ruolo importante, non coincide con la complessità del discorso, ma con la sua chiarezza. Un pensiero elegante non è necessariamente semplice, ma è ordinato, essenziale, capace di non perdere il lettore o l’ascoltatore in digressioni superflue. In questo senso, l’eleganza è vicina alla chiarezza intellettuale. Un altro aspetto interessante è quello dell’eleganza come coerenza. Non basta apparire misurati: l’eleganza richiede una certa continuità tra ciò che si dice e ciò che si fa, tra il modo in cui ci si presenta e il modo in cui si agisce quando non si è osservati. È una qualità che non regge la finzione a lungo, perché si fonda su un equilibrio interno prima ancora che esterno. Infine, si può dire che l’eleganza oggi non sia un modello da imitare, ma una tensione. Non è uno stato raggiunto una volta per tutte, ma un modo di orientarsi nelle situazioni quotidiane. È ciò che resta quando si toglie il superfluo: nei gesti, nelle parole, nelle relazioni. In un mondo che tende a moltiplicare stimoli e rumore, l’eleganza appare sempre più come una forma di lucidità.

In estate l’eleganza non coincide con la formalità, ma con la precisione delle scelte. Il punto centrale è la qualità del tessuto: lino, cotone e seta opaca permettono al capo di respirare senza perdere struttura. La differenza non sta nella leggerezza in sé, ma nel fatto che il tessuto mantenga una forma naturale, senza risultare né rigido né trasandato. La silhouette deve essere fluida, ma controllata. Un pantalone estivo elegante non è mai aderente in modo marcato né eccessivamente largo: cade dritto, segue la linea della gamba senza incollarsi alla pelle. Allo stesso modo, una camicia estiva non è semplicemente larga, ma ha una vestibilità studiata per lasciare aria tra tessuto e corpo, evitando pieghe casuali e disordine visivo. La lunghezza e le proporzioni diventano decisive. Le maniche troppo corte o troppo arrotolate senza criterio spezzano l’armonia complessiva, mentre una manica che arriva con naturalezza al punto giusto del braccio mantiene equilibrio. Anche i pantaloni richiedono attenzione: in estate funzionano bene tagli leggermente corti o con una caduta che sfiora la scarpa senza accumularsi. I colori non sono solo chiari, ma calibrati. L’eleganza estiva privilegia tonalità coerenti tra loro: non solo il bianco, ma una palette cromatica morbida—avorio, beige freddo, grigio chiaro, azzurro polvere. L’obiettivo è evitare rotture visive forti, mantenendo continuità. Infine, anche la cura del capo è parte dell’eleganza estiva. Il lino, per esempio, non deve essere stropicciato a caso, ma vivere una piega naturale ordinata; il cotone deve essere fresco, mai spiegazzato in modo trascurato. L’effetto complessivo non è costruito sulla perfezione rigida, ma su una precisione discreta che si percepisce senza essere dichiarata.

look Luluredgrove e LMP bag Spring/Summer 2026, photo credits: Claudia Frijio

 

 

 

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