Reduce dalla straordinaria finale raggiunta al Roland Garros e ora tra i primi dieci tennisti del mondo, Flavio Cobolli si è raccontato in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, parlando della sua crescita, dei sogni per il futuro e delle persone che hanno segnato il suo percorso.
Il tennista romano ha confessato di non aver ancora realizzato quanto accaduto a Parigi, dove ha conquistato il miglior risultato della sua carriera. «Mi fermano per strada e ricevo messaggi da persone che non sentivo da anni», racconta, spiegando di voler restare con i piedi per terra nonostante il salto di qualità.
Tra i passaggi più emozionanti dell’intervista c’è quello dedicato all’amico Edoardo Bove, conosciuto ai tempi delle giovanili della Roma. «È il mio angelo in terra», dice Cobolli, spiegando che il legame tra i due è diventato ancora più forte dopo il malore che colpì il calciatore. «Di lui mi fido completamente, gli racconto tutto e gli chiedo consigli».
Spazio anche alla vita privata. Cobolli parla con grande affetto della fidanzata Matilde, al suo fianco da quando lui non era ancora un tennista affermato. «Mi ha scelto quando non ero nessuno. Spero di stare con lei per tutta la vita e di costruire una famiglia insieme».
Sul fronte sportivo il 24enne guarda già avanti. L’obiettivo dichiarato è conquistare un posto alle Atp Finals di Torino, pur riconoscendo che per continuare a crescere potrebbe essere necessario affiancare al padre, suo storico allenatore, anche un super coach.
Infine, un pensiero per il tennis italiano e per Jannik Sinner: «Di Sinner ce n’è uno solo, ma in Italia c’è spazio per tutti. Stiamo vivendo un momento straordinario e il pubblico dovrebbe sostenere l’intero movimento azzurro».
