Il Comitato Remigrazione e Riconquista, di cui fa parte Casapound, ha consegnato oggi, martedì 30 giugno, le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione presso il palazzo ex Banco di Napoli, sede distaccata della Camera dei deputati nei pressi di Montecitorio. Le firme raccolte ammontano a 150mila. Un presidio delle forze dell’ordine ha vigilato sull’esterno dell’edificio per garantire lo svolgimento regolare dell’operazione.
Il deposito di oggi arriva a distanza di alcune settimane da un episodio che aveva già attirato l’attenzione mediatica. A fine gennaio, il comitato aveva tentato di promuovere la propria iniziativa con una conferenza stampa negli spazi di Montecitorio, prenotata tramite il deputato Domenico Furgiele, all’epoca iscritto alla Lega e successivamente transitato a Futuro Nazionale. L’incontro con i giornalisti venne tuttavia bloccato prima che potesse svolgersi: alcuni esponenti delle opposizioni occuparono la sala stampa, impedendo di fatto la conferenza. Furgiele era oggi assente. Il clima di quella giornata ha pesato sulle dichiarazioni dei rappresentanti del comitato al momento della consegna delle firme.
Remigrazione, Marsella: “Oggi entriamo in Parlamento, questa è la rivincita”
Prima di entrare in Palazzo Theodoli-Bianchelli, il leader del comitato Luca Marsella ha parlato ai giornalisti in un punto stampa all’ingresso. “Mi aspettavo di trovare qui Bonelli, Fratoianni, Orfini, i parlamentari del Pd, non ci sono”, ha detto Marsella. “Non so se ieri era festa e oggi stanno ancora a casa o perché fa troppo caldo. Non ci interessa, l’importante è che non ci stanno, hanno rinunciato a questa battaglia in nome di questo stantio antifascismo che ha rotto i coglioni a tutti”.
Marsella ha poi rimarcato il significato simbolico dell’operazione rispetto all’episodio di gennaio. “Oggi entriamo in Parlamento, ci entriamo con le nostre facce, ci entriamo con 150mila firme. Questa è la rivincita verso quelli che hanno impedito di farci fare la conferenza stampa il 30 gennaio”, ha dichiarato. All’uscita dal palazzo, il tono è rimasto lo stesso. “Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo. Oggi l’antifascismo muore, finalmente”, ha affermato Marsella. E a chi gli faceva notare che il comitato non era entrato fisicamente nel Parlamento, ha risposto: “La prassi non lo prevedeva. Non fate questi giochini”.
La posizione su Vannacci e Futuro Nazionale, oggi assente
Interpellato su Roberto Vannacci e sul suo movimento Futuro Nazionale, Marsella ha precisato la posizione del comitato. “Noi non crediamo ai salvatori della patria, ai generali, noi crediamo al popolo”, ha detto. “Chiunque poi prenda questa proposta di legge e la porti avanti per noi va bene. Però non siamo più abituati a credere alle parole”. Il vicepresidente del comitato Salvatore Ferrara ha aggiunto: “Oggi alle 12 noi stiamo servendo a Vannacci su un piatto d’argento una proposta di legge. La prenda, la discuta e la faccia approvare”. Marsella ha ricordato che Vannacci “al corteo a Roma non è venuto e la proposta di legge non mi pare l’abbia firmata”. Alla domanda se Vannacci sia “un bluff”, Marsella ha risposto: “Vedremo. Se prende domani la nostra proposta di legge e la tramuta in realtà, non è un bluff, altrimenti lo è”.
Il comitato non ha escluso interlocuzioni con le forze di centrodestra. “Cercheremo un sostegno da parte di Fratelli d’Italia, la Lega, il nuovo partito di Vannacci, Forza Italia, se la smette di parlare di Ius Soli”, ha detto Marsella, precisando però che “al momento non abbiamo interlocuzione con questo governo, né con alcun partito”. Il vicepresidente Ivan Sogari ha commentato le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sulla remigrazione, che l’ha definita equivalente ai rimpatri volontari assistiti. “La Meloni ha detto una piccola parte di quello che è la remigrazione. La nostra proposta è molto più articolata”, ha spiegato Sogari, citando tra le misure previste anche “l’abolizione del decreto flussi”. Sul deputato Furgiele, che aveva facilitato il tentativo di conferenza stampa di gennaio, Marsella ha chiarito: “Oggi non abbiamo bisogno di parlamentari per entrare in Parlamento, perché è un atto pubblico istituzionale. Dobbiamo entrare a portare delle firme”.



