In base a quanto riportato dalle principali agenzie di stampa, una pesante ombra giudiziaria si starebbe abbattendo sul calcio di Serie A e sulla Nazionale. Secondo le rivelazioni diffuse in queste ore dai media, a partire da un’anticipazione di Repubblica, Alessandro Bastoni, ventisettenne difensore dell’Inter, risulterebbe iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con la pesante accusa di prostituzione minorile. Il calciatore, secondo le fonti di stampa, avrebbe ricevuto un invito a comparire per un interrogatorio fissato dai magistrati milanesi.
I quotidiani specificano che si tratterebbe del primo atleta a essere formalmente iscritto nel registro degli indagati nell’ambito della più ampia inchiesta sul presunto giro di escort d’alto bordo gestito dall’agenzia di eventi Ma.De. di Cinisello Balsamo. I titolari dell’agenzia, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, si trovano attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, misura confermata dal Tribunale del Riesame. Insieme a loro e ad altri collaboratori della struttura, i due sono ritenuti responsabili dalla magistratura di un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, all’interno di un filone investigativo coordinato dal procuratore aggiunto Bruna Albertini e dal pubblico ministero Rosaria Stagnaro.
Le indagini e i messaggi del 2020 descritti dai media
L’ipotesi di reato contestata al difensore nerazzurro si focalizzerebbe su una serie di eventi risalenti al luglio del 2020. Secondo la ricostruzione degli investigatori della Guardia di Finanza rilanciata dagli organi di informazione, un pr dell’agenzia si sarebbe adoperato per pianificare un incontro a pagamento tra il calciatore e una ragazza che, all’epoca dei fatti, aveva diciassette anni.
Attraverso l’analisi dei messaggi e delle chat sequestrate agli indagati, la Procura riterrebbe di aver tracciato l’organizzazione della serata. I resoconti giornalistici descrivono un presunto pacchetto fornito dall’agenzia ai propri clienti facoltosi, che in questo caso specifico avrebbe previsto la disponibilità di un appartamento a Milano, la cena e il successivo pernottamento. Dagli accertamenti degli inquirenti emergerebbe inoltre una trattativa sui costi complessivi della serata, comprensivi delle spese di trasporto della giovane e del cibo ordinato, con il calciatore intenzionato a contenere l’esborso economico.
La smentita della difesa e le testimonianze
La posizione di Bastoni resta tuttavia tutta da chiarire in sede giudiziaria e presenta elementi definiti dagli stessi media come contrastanti. La giovane coinvolta, sentita dagli inquirenti in qualità di testimone, avrebbe infatti espressamente dichiarato ai magistrati che tra lei e il calciatore non vi sarebbe stato alcun rapporto di natura sessuale e di non aver ricevuto alcuna somma di denaro dal difensore.
Allo stesso modo, la difesa dell’atleta respinge con fermezza ogni addebito. Il legale del calciatore, l’avvocato Salvatore Scuto, ha smentito categoricamente l’ipotesi che il suo assistito abbia mai preso parte a rapporti a pagamento, escludendo in modo assoluto qualsiasi tipo di coinvolgimento con soggetti minorenni. L’atto notificato offrirà all’indagato la possibilità di fornire la propria versione dei fatti e replicare formalmente alle contestazioni della Procura di Milano.
Il meccanismo dell’agenzia e gli altri calciatori convocati
L’inchiesta, secondo quanto si apprende, non si fermerebbe al difensore interista. L’attività della Ma.De. si sarebbe sviluppata principalmente sull’asse Milano-Mykonos, località scelta appositamente per garantire la massima riservatezza a una clientela selezionata e composta da sportivi e personaggi del mondo dello spettacolo. Mentre i titolari si difendono sostenendo la natura puramente lecita dell’agenzia, incentrata sull’hospitality e sull’organizzazione di eventi estranei alla prostituzione, la Procura continua a esaminare il network dei contatti.
Proprio per ricostruire con esattezza il meccanismo dei servizi offerti dall’agenzia e il contesto delle serate, la Guardia di Finanza ha convocato numerosi altri calciatori del massimo campionato. Nei prossimi giorni si presenteranno davanti agli inquirenti Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. I quotidiani nazionali sottolineano fermamente che per tutti e tre il coinvolgimento è da intendersi esclusivamente in veste di persone informate sui fatti e che nessuno di loro risulta iscritto nel registro degli indagati.



