Sinner soffre, resiste e vola al terzo turno di Wimbledon

mercoledì, 1 Luglio 2026
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Jannik Sinner c’è. Dopo i dubbi, timori e mugugni che si erano affacciati a causa della battaglia infinita dell’esordio contro il serbo Miomir Kecmanovic (che lo aveva costretto a una durissima rimonta al quinto set), il numero uno del mondo supera anche il secondo ostacolo di Wimbledon.

Sul Centrale di Londra l’azzurro batte il portoghese Nuno Borges in tre set, 7-6, 7-6, 6-4, ma il risultato racconta solo in parte la vera storia del match.

Per lunghi tratti, infatti, Borges ha saputo mettere in difficoltà il campione altoatesino con un tennis aggressivo e ordinato, soprattutto nei primi due parziali. Sinner ha dovuto alzare il livello nei momenti decisivi, affidandosi alla sua freddezza e alla superiorità mentale nei tie-break, entrambi vinti con autorità dopo oltre due ore di gioco intense e combattute.

Primo set all’insegna dell’equilibrio, con pochi spiragli in risposta e servizi solidi da entrambe le parti. Nel tie-break, però, Sinner cambia marcia, prendendosi il vantaggio grazie a una serie di accelerazioni imprendibili.

Ancora più complicato il secondo parziale. Borges ha continuato a spingere e, dopo aver strappato il servizio all’avversario, sul 5-4 ha avuto a disposizione un set point. Nel momento di maggiore difficoltà, però l’azzurro reagisce da campione: strappa il servizio a Borges e lo porta anche stavolta al tie-break, che domina.

Solo nel terzo set il numero uno dell’ATP è riuscito a prendere definitivamente il controllo della sfida, trovando il break decisivo e chiudendo sul 6-4 senza concedere ulteriori occasioni all’avversario.

Una vittoria preziosa, costruita con pazienza e maturità, che conferma ancora una volta la capacità di Sinner di restare lucido anche quando la partita si complica.

Dopo le fatiche del debutto e una seconda sfida tutt’altro che semplice, il campione italiano accese al terzo turno. Continua così la difesa del titolo londinese e manda un messaggio chiaro al “circuito”: pur non essendo ancora al meglio, per batterlo serve molto di più di un’ottima prestazione.

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