Milano, 2 lug. (askanews) – Una tecnologia cleantech potrebbe risolvere il problema dello smaltimento del protossido d’azoto. Più comunemente conosciuto come “gas esilarante”, è usato per blande sedazioni in ambito medico, nel settore industriale e alimentare, e a volte anche come sostituto degli stupefacenti per i suoi effetti euforici, nonostante i pericoli neurologici (paralisi, asfissia, aritmie cardiache).300 volte più dannoso per il riscaldamento globale della CO2, è anche costoso per l’industria del trattamento dei rifiuti: le bombole esplodono nei forni degli inceneritori e interrompono tutte le operazioni. Questo macchinario svuota le bombole prima dello smaltimento.”Grazie a questo catalizzatore il protossido viene invece scomposto in azoto e ossigeno”, spiega Nathalie Sadowski, dell’impianto rifiuti Suez, in Vaucluse in Francia, dove è in corso la sperimentazione del progetto. Un gas tossico si trasforma così in aria pura.
La tecnologia cleantech che trasforma protossido di azoto in ossigeno
Il progetto pilota al via in Francia
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