Il Quirinale ricompatta il Campo largo: la sfida a Meloni diventa il collante dell’opposizione

sabato, 4 Luglio 2026
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Nel Campo largo qualcosa sembra essere cambiato. Dopo mesi segnati da distinguo e divisioni, le opposizioni hanno trovato un punto di convergenza: contrastare il progetto attribuito a Giorgia Meloni sulla riforma della legge elettorale e, soprattutto, impedire che il centrodestra possa eleggere da solo il prossimo Presidente della Repubblica.

A far scattare la reazione sono state le parole della premier a 10 Minuti su Rete4, quando ha affermato che non è scontato che il futuro Capo dello Stato debba essere espressione del centrosinistra. Una dichiarazione che, nel giro di poche ore, è stata letta dalle opposizioni come il segnale di una strategia politica più ampia.

Da quel momento il centrosinistra ha scelto di impostare lo scontro sul terreno della difesa della Costituzione, seguendo uno schema già adottato nella battaglia contro la riforma della giustizia. Per il Campo largo, la nuova legge elettorale rappresenterebbe il tentativo del governo di rafforzare ulteriormente il proprio potere istituzionale.

Il risultato è stato un’improvvisa ricomposizione del fronte progressista. Le differenze su sanità, politica estera, tasse, sicurezza e altri temi sono passate in secondo piano, lasciando spazio a una linea comune contro il progetto della maggioranza.

Elly Schlein accusa Meloni di puntare al Quirinale, Nicola Fratoianni definisce la riforma una forzatura, Angelo Bonelli invita a superare ogni tatticismo, Giuseppe Conte propone un’opposizione compatta e il ricorso alla Corte Costituzionale, mentre Matteo Renzi rilancia la necessità di fermare la premier.

La mobilitazione è proseguita anche a Roma, durante un’iniziativa promossa dalla fondazione del Partito Democratico guidata da Gianni Cuperlo, dove giuristi, politici e intellettuali hanno ribadito la volontà di contrastare un’eventuale riforma.

Se un programma condiviso sembra finalmente esserci, resta però ancora aperta la questione della leadership: il Campo largo ha trovato una battaglia comune, ma non ha ancora individuato il candidato premier che possa guidare la coalizione.

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