Trump attacca i comunisti: “Il cancro”. Ecco il suo discorso per i 250 anni degli USA

domenica, 5 Luglio 2026
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Con oltre due ore di ritardo, a causa di un forte temporale che aveva portato anche all’evacuazione temporanea dell’area, Donald Trump ha aperto al National Mall di Washington le celebrazioni per i 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti davanti a circa 150mila persone. “Anche se avessimo dovuto parlare davanti a una sola persona alle quattro del mattino, sarei stato qui”, ha detto il presidente all’inizio del suo intervento.

Nel lungo discorso, Trump ha esaltato la storia e la forza degli Stati Uniti, definendoli “la nazione più forte e potente del mondo”, ma ha riservato anche durissimi attacchi agli avversari politici, più volte indicati come “comunisti”.

“Non vogliamo i comunisti nel nostro Paese. Non ha mai funzionato e non funzionerà mai”, ha dichiarato, aggiungendo che il comunismo è “come un cancro” e che bisogna “stroncarlo sul nascere, prima ancora che inizi”. Parole molto dure, con cui ha ribadito che gli Stati Uniti “non saranno mai un Paese comunista”.

Sul piano internazionale, il presidente ha rivendicato i risultati ottenuti durante la sua amministrazione, citando le operazioni contro Iran e Venezuela e sostenendo che gli Stati Uniti abbiano “annientato i loro eserciti”. Ha inoltre definito il suo Paese “l’impero della libertà”, attribuendo questi successi al rafforzamento delle forze armate avviato durante il suo primo mandato.

Nel finale Trump ha rilanciato un messaggio di fiducia sul futuro degli Stati Uniti. “Dopo 250 anni questa repubblica è ancora forte”, ha affermato, sostenendo che lo spirito del 1776 continui a vivere nel popolo americano. “Il nostro Paese è solo all’inizio. Siamo all’alba di una nuova età dell’oro. Il meglio deve ancora venire”, ha concluso, prima del grande spettacolo di fuochi d’artificio che ha chiuso le celebrazioni.

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