Kiev a ferro e fuoco per l’ennesima notte di attacchi russi senza pietà per civili ed impianti energetici. Nel mirino di Mosca ancora le centrali energetiche. Un bilancio preoccupante e destinato a salire di ora in ora: ci sono almeno 11 morti e 46 feriti, di cui 27 ricoverati. Tra le vittime ci sono anche tre bambini. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso e il bilancio potrebbe aggravarsi.I danni sono concentrati in quattro quartieri. Secondo la Procura di Kiev, l’epicentro degli impatti è stato nei distretti di Darnytskyi e Podilskyi, con ripercussioni anche a Holosiivskyi e Obolonskyi. A Podilskyi sono stati rasi dal quinto al nono piano di un palazzo. A Darnytskyi un incendio ha distrutto appartamenti dal secondo al quinto piano di un edificio di 25 piani. Colpito anche un grattacielo di 30 piani in un altro complesso residenziale. L’esercito russo colpisce ancora nel sonno la capitale ucraina e la procura generale intanto grida al crimine di guerra.Il fallimento della difesa aerea è Il dato più preoccupante e riguarda l’intercettazione dei velivoli sui cieli di Kiev. . Secondo il portavoce dell’aeronautica ucraina: ”La difesa aerea non è riuscita ad abbattere nessuno dei 29 missili balistici lanciati nella notte. L’indicatore è basso, per usare un eufemismo – ha aggiunto – Serve qualcosa per abbattere i missili balistici. Ci sono abbastanza sistemi, serve un rifornimento costante di missili”. Kiev accusa Mosca di sfruttare la grave carenza di missili intercettori PAC-2 e PAC-3 per concentrare gli attacchi proprio sui vettori balistici. Mosca rivendica sentenziando: “Sono stati colpiti solo obiettivi militari ed energetici”. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato l’operazione come: attacco con armi di precisione a lungo raggio e droni contro imprese dell’industria militare e impianti di carburante ed energia a Kiev, escludendo dal mirino ovviamente i civili. L’attacco di stanotte segna un cambio di tattica russo. Non più solo droni a saturazione, ma missili balistici lanciati sapendo di colpire un punto debole: la mancanza di munizioni per i Patriot. Kiev ha i lanciatori, ma non i missili per farli funzionare. E Mosca lo sa, tanto da concentrare proprio lì il fuoco.Il risultato è una capitale colpita nelle case, non solo nelle fabbriche. 11 morti civili, palazzi squarciati, incendi a 30 piani d’altezza. È la guerra che torna a bussare alle porte delle zone residenziali e civili della già martoriata Ucraina.In questo scenario alla vigilia del vertice Nato di Ankara che si aprirà domani con un messaggio chiarissimo da parte del Cremlino: “Senza un ponte aereo di intercettori, le città ucraine restano scoperte. E ogni ora di ritardo sugli aiuti si paga in vite umane”.



