Caso Ranucci, parla Lavitola: «L’ipotesi dell’attentato per favorirlo candidato è senza senso»

sabato, 11 Luglio 2026
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Valter Lavitola, indicato dagli investigatori come il presunto mandante dell’attentato davanti all’abitazione del giornalista di Report Sigfrido Ranucci, ha respinto con decisione ogni accusa nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1. L’imprenditore ha definito prive di logica le ricostruzioni secondo cui avrebbe organizzato l’attacco per favorire una presunta candidatura politica del conduttore.

«L’attentato è avvenuto a ottobre, mentre il sondaggio è di giugno. Sarei stato proprio un imbecille, oppure avrei sbagliato il calendario. O, peggio ancora, l’avremmo organizzato io e lui insieme. Saremmo stati due deficienti, non solo uno», ha dichiarato Lavitola, contestando l’ipotesi investigativa.

L’ex editore ha poi commentato le recenti dichiarazioni di Ranucci, che aveva affermato: «Non può averlo fatto Lavitola; se lo ha fatto, non lo ha fatto per farmi del male». Parole che non sono piaciute all’imprenditore.

«Il solo fatto che abbia usato quel “se” mi fa iniziare a mettere in discussione se questa amicizia esista davvero», ha affermato Lavitola. Ha inoltre criticato il riferimento fatto dal giornalista al figlio, spiegando che si trattava di una vicenda personale che rappresenta «il motivo della mia enorme gratitudine nei suoi confronti».

Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono gli accertamenti della magistratura sull’attentato ai danni del conduttore di Report, una vicenda che negli ultimi giorni ha alimentato un acceso dibattito politico e mediatico.

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