Scontro totale sulla legge elettorale, FdI: “Con preferenze torna sovranità”. Opposizione attacca | Video

martedì, 14 Luglio 2026
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Il dibattito sulla riforma della legge elettorale entra nella sua fase più calda a Montecitorio. Al centro della contesa c’è l’emendamento depositato da Fratelli d’Italia (sottoscritto anche da Noi Moderati e Udc) che punta a reintrodurre le preferenze per le elezioni politiche, un meccanismo assente nel nostro Paese dal lontano 1993. La proposta prevede un sistema “ibrido”: la possibilità per l’elettore di esprimere fino a due o tre preferenze di genere diverso, affiancata però dal mantenimento dei capilista bloccati per garantire la selezione interna della classe dirigente da parte dei partiti.

L’iniziativa di Fratelli d’Italia ha aperto un doppio fronte di tensione. Da un lato, all’interno della stessa maggioranza di centrodestra, dove Lega e Forza Italia guardano con freddezza alla formula dei capilista bloccati, giudicandola una misura che rischia di blindare solo gli eletti dei partiti maggiori. Dall’altro, lo scontro è totale con le opposizioni, che accusano il governo di voler utilizzare la legge elettorale per introdurre di fatto il “premierato” con l’indicazione del nome del premier per via ordinaria, aggirando la Costituzione, e denunciano il rischio di un ridimensionamento delle norme sulla parità di genere.

Lo Speciale ha intervistato i principali protagonisti del dibattito, raccogliendo le voci e le sfumature di entrambi gli schieramenti. Di seguito le dichiarazioni di Giovanni Donzelli (deputato e responsabile organizzazione FdI), Fabio Rampelli (vicepresidente della Camera, FdI), Edoardo Ziello (deputato di Futuro Nazionale), Elly Schlein (segretaria del Partito Democratico), Nicola Fratoianni (segretario di Sinistra Italiana) e Arturo Scotto (capogruppo PD in commissione Lavoro).

Legge elettorale, sulle preferenze FDI plaude all’emendamento con Donzelli e Rampelli

 

“Noi abbiamo presentato una proposta di legge completa che prevede che gli italiani possano scegliere la maggioranza che li governa e che li può governare. All’interno di questa maggioranza abbiamo stabilito anche che si possa essere indicato il candidato presidente del Consiglio perché troppe volte abbiamo visto che si presentavano partiti in campagna elettorale dicendo ‘Vogliamo Di Maio presidente del Consiglio’ e poi invece hanno fatto Conte che non era nemmeno candidato in parlamento”, ha sottolineato Giovanni Donzelli.

“Abbiamo visto troppe volte partiti che si presentavano dicendo ‘Ci alleiamo con questi’ e poi hanno fatto governi con altri. Quindi noi facciamo una legge elettorale in cui l’italiano sa già quando va a votare e cosa vota – ha continuato Donzelli – In più Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento per le preferenze, un emendamento costruito in modo intelligente per cui si dà la possibilità sia all’elettore di scegliere il parlamentare sia alla classe dirigente dei partiti anche di fare le propria selezione interna e garantire chi magari non ha le preferenze ma serve ed è utile al partito; ricordo che buona parte degli italiani mettono la croce solo sul simbolo fidandosi dei partiti, e quindi è giusto che i partiti abbiano la possibilità anche di tutelare chi reputano opportuno tutelare: un buon mix che abbiamo presentato al Parlamento”.

“Ricordo che le preferenze in Italia non ci sono per le elezioni politiche dal ’93. Grazie a Fratelli d’Italia per la prima volta potrebbero tornare alle preferenze in Parlamento. Il PD in tutto questo dice che chiederà voti segreti, farà le barricate e non ha presentato un emendamento sulle preferenze. Se ci saranno le preferenze sarà merito di Fratelli d’Italia. Se non ci saranno sarà perché il PD farà una battaglia feroce per impedire che i cittadini scelgano il parlamentare e il governo”, ha concluso.

“La verità è che per fare dei cambiamenti occorre comunque essere graduali. Il bicchiere può essere mezzo pieno o può essere mezzo vuoto”, ha affermato Fabio Rampelli valutando positivamente l’emendamento. “Io penso che la possibilità di restituire ai cittadini, dopo decenni che i partiti gliel’avevano sottratto, il diritto di scegliersi con le preferenze i propri parlamentari, anche se in quota parte, perché c’è una quota di bloccato, è meglio che avere tutti bloccatil come direbbe un qualunque osservatore anche poco intelligente”.

Rampelli ha continuato: “Quindi io penso che se questo emendamento passerà sarà una grande conquista, anche perché dobbiamo considerare che la maggioranza dei parlamentari di questa legislatura sono figli della precedente, sono figli della precedente ancora e quindi sono di fatto tutti nominati dai capi di partito; spingerli a votare un emendamento che faccia tornare alle preferenze è comunque una grande conquista, significa che c’è anche un po’ di autocritica rispetto a quello che è capitato in questi decenni”. Rampelli ha poi affrontato il tema delle quote di genere: “Sulla questione di genere, c’è l’alternanza nel numero di persone che corrono a preferenza, quindi penso che il principio dell’equilibrio di genere sia confermato”.

Una delle opposizioni più ferme però arriva a chi obietta che il premier lo deve indicare il Presidente della Repubblica e non gli elettori: “Per quanto riguarda chi critica dicendo che non si può indicare il nome del premier sulla scheda, rispondo che i partiti sono liberi di proporre quello che vogliono, così come il Presidente della Repubblica sarà libero poi di fare le proprie scelte a Costituzione vigente. Si fa praticamente quello che già accadde qualche 10-15 anni fa, quando sono comparsi nei simboli dei partiti i nomi dei leader. Era un’indicazione indiretta di cui poi si poteva al Quirinale tenere conto o meno. In attesa di una riforma costituzionale, questa è l’opportunità che si può offrire ai cittadini, mi pare una sorta di compromesso tra diverse esigenze.”

Futuro Nazionale voterà sì

“Non siamo d’accordo con i capilista bloccati perché noi volevamo le preferenze in modo totale, come nelle elezioni europee o comunali, però sono comunque sia dei passi in avanti rispetto alla proposta del generale Vannacci”, lo ha detto il capo compagine della Camera Edoardo Ziello durante un sit in insieme agli altri deputati di Futuro Nazionale davanti a Montecitorio annunciando il suo sì.

“Noi non volevamo i capilista perché secondo noi rappresentano una forzatura e comunque sia sempre la solita tiritera secondo cui saranno i segretari di partito nelle segrete stanze a scegliere i parlamentari nominandoli – ha aggiunto Ziello – Anche perché, parliamoci chiaro, nella coalizione di centrodestra la stragrande maggioranza dei partiti non avrà la possibilità di far scattare più seggi in un unico collegio plurinominale. Quindi si dice di sì all’emendamento perché tanto quasi il 90% dei futuri parlamentari di quei partiti verrà eletto da collegi blindati con la tecnica dei capilista bloccati. Quindi sostanzialmente dire di essere favorevoli a quell’emendamento come essere favorevoli alle preferenze non sta in piedi”.

“Perché allora votiamo a favore? Noi votiamo a favore perché è comunque un passo in avanti che Meloni – ha spiegato Ziello – tra l’altro, non ha inserito nel testo originario della legge. Se il centrodestra avesse voluto davvero una legge con preferenze, avrebbe inserito la proposta già nel testo originario depositato in commissione, ma siccome evidentemente non c’era accordo, hanno dovuto vivere mesi di trattative per poi partorire questo topolino che contiene una percentuale di preferenze. Se noi votassimo contro un emendamento contenente le preferenze, sicuramente qualcuno potrebbe dire ‘Ah, allora Vannacci non è d’accordo con le preferenze’, ma siccome non è così, noi voteremo a favore.”

Le opposizioni fanno muro: l’attacco frontale di Schlein e Fratoianni

“È incredibile che in un paese con la crescita zero, gli stipendi tra i più bassi e le bollette tra le più care d’Europa, la priorità di questo governo sia cambiare la legge elettorale per garantirsi le poltrone. E la novità del giorno è che cancellano la parità di genere”, ha affermato la segretaria del PD Elly Schlein che ha promesso battaglia in aula “Noi con le altre opposizioni faremo muro contro questa legge irricevibile.”

“Quella di Giorgia Meloni è una forzatura inaccettabile. Tentano di far passare il premierato con la legge elettorale, una forzatura sulle regole che tenteremo in ogni modo di respingere con le opposizioni unite”, lo ha detto Nicola Fratoianni in Piazza Montecitorio.

“Abbiamo avuto interlocuzioni su tutti gli emendamenti con il Movimento 5 Stelle e le altre forze – ha aggiunto Fratoianni – Le opposizioni sono unite, lo dimostreranno oggi in aula, lo dimostreranno nel voto, con l’unità contro una legge che giudichiamo tutti e tutte inemendabile e inaccettabile. Lega e Forza Italia voteranno l’emendamento? Non lo so, queste sono questioni della maggioranza, bisogna chiederlo a loro. Per noi però il punto è molto chiaro: non c’è emendamento che possa cambiare la natura di questa forzatura inaccettabile. C’è un enorme premio di maggioranza, l’indicazione del premier, una lesione alle prerogative del Capo dello Stato, ovvero l’introduzione del premierato per via di legge ordinaria. Hanno capito bene che cambiare la Costituzione non conviene. Si scottano, l’ultima volta si sono bruciati con 15 milioni di voti repubblicani costituzionali, allora provano una scorciatoia inaccettabile”.

“Le opposizioni si muoveranno insieme con grande compattezza”, ha affermato Arturo Scotto del PD “Siamo curiosi di capire quello che accadrà invece nella maggioranza al di là delle dichiarazioni ufficiali. Non voteremo nessun emendamento della maggioranza, anche perché sono raberciati e continuano sulla linea della lesione del diritto dei cittadini a essere rappresentati pienamente.
Continuano con furti come quello sugli italiani all’estero e con un premio di maggioranza sproporzionato che configura una vera e propria legge truffa, e contemporaneamente con l’indicazione del premier che è una misura che chiaramente vuole colpire l’autonomia del Capo dello Stato. Voteremo tutti gli emendamenti delle opposizioni e insieme alle opposizioni voteremo contro quelli della maggioranza.”

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