La Camera ha approvato la nuova legge elettorale in un clima segnato da frizioni interne alla coalizione di centrodestra, con il voto segreto su un emendamento sulle preferenze respinto e la polemica sui presunti franchi tiratori indicati nei partiti Forza Italia e Lega che smentiscono. Il testo passa ora all’esame del Senato, dove potrebbe essere adottato un correttivo proprio sulle preferenze. Lo Speciale raccoglie le reazioni dei protagonisti: Antonio Tajani (FI), Maria Elisabetta Alberti Casellati (riforme), Lorenzo Guerini (PD), Nicola Fratoianni (AVS), Angelo Bonelli (Europa Verde), Fabio Rampelli (FdI), Edoardo Ziello (FN) e Francesco Silvestri (M5S).
Legge elettorale approvata alla Camera, Tajani: “Respingiamo ogni accusa”
“Un grande rumore per nulla.” Con queste parole il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, liquida a margine del centenario dell’agenzia ICE le polemiche seguite all’approvazione del testo a Montecitorio. Rispondendo ai cronisti a margine dei lavori, Tajani ha spiegato che quello bocciato “era un emendamento” e che “le preferenze non erano un elemento fondamentale del testo”. L’obiettivo rimane, ha sottolineato, “una legge che garantisca stabilità al Paese per attirare investimenti stranieri e permettere alle imprese di pianificare”.
Sulle accuse di franchi tiratori nelle file di Forza Italia, il vicepremier ha tagliato corto: “A scrutinio segreto si possono accusare tutti, io non credo a niente. Ci saranno stati franchi tiratori in tutto lo schieramento, ma noi siamo sempre stati leali e coerenti, io ero lì presente.”
Quanto al passaggio a Palazzo Madama e all’ipotesi che la premier Giorgia Meloni voglia rimettere mano al testo, Tajani ha precisato: “Questo è un testo parlamentare, non del governo. Vedremo il Senato, ne parleremo e discuteremo, siamo sempre pronti a confrontarci su tutto.”
Le altre video interviste con le reazioni di maggioranza e opposizioni
La ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha definito il provvedimento “una buona legge che riporterà i cittadini a frequentare quelle urne che avevano disertato perché non sapevano mai dove sarebbe finito il loro voto.” Sulla tenuta della coalizione, Casellati ha assicurato: “Oggi la maggioranza è stata compattissima. Quello che conta oggi è questo risultato e la coesione della maggioranza.” Sul destino del testo al Senato ha concluso: “Lo decideranno i senatori, c’è una volontà del Parlamento da rispettare.”
Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI), ha ammesso che avrebbe voluto votare l’emendamento sulle preferenze, definendolo parte “della sensibilità della destra italiana”, ma ha riconosciuto che “non siamo riusciti a trovare una soluzione più decisa con gli alleati.” Ha però smorzato le polemiche: “Il mio voto non sarebbe stato comunque determinante per salvare l’emendamento, sarebbe finita in pareggio.”
Edoardo Ziello di Futuro Nazionale han dichiarato di aver votato “convintamente no” all’impianto complessivo, contestando le liste bloccate e le quote rosa, definite “una riserva indiana”. Il responsabile della compagine parlamentare del generale Vannacci ha però aperto alla possibilità di sostenere il testo in terza lettura “se nel passaggio al Senato si riuscirà a introdurre le preferenze, anche nella formula meticcia con i soli capilista bloccati nonostante non ci soddisfi a pieno”
Dure le reazioni dell’opposizione. “Questa legge elettorale purtroppo spingerà a fare alleanze molto, molto divise tra di loro, perché il ragionamento che per vincere devi allargare sempre di più le coalizioni le renderà più esasperate, più radicalizzate e meno coese”. Lo ha dett il deputato del Partito Democratico e e presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, a margine dell’approvazione della legge elettorale a Montecitorio, rispondendo alle ironie dell’esponente di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, che aveva liquidato in aula le coalizioni di centrosinistra parlando di “maggioranze da Temptation Island”.
Nicola Fratoianni, ha definito il provvedimento “una legge truffa, una forzatura inaccettabile, il tentativo di introdurre il premierato per via di legge ordinaria”, citando le stesse parole del ministro Ciriani in tv come prova. “La Costituzione della Repubblica non è roba loro, è un bene comune”, ha aggiunto Fratoianni.
Il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha parlato di “vera e propria truffa ai danni degli italiani”, sostenendo che “ci sono ben 105 nominati.” Bonelli ha anche anticipato un nuovo scontro a Palazzo Madama: “Conoscendola un po’, la premier ripresenterà l’emendamento al Senato a tempo dovuto, poi chiederà la fiducia alla Camera. Meloni non ama prendere sconfitte.”
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Francesco Silvestri, ha parlato di “vittoria di Pirro” per la maggioranza, descrivendola come segnata da una “tragedia collettiva, con Fratelli d’Italia che cerca di massacrare i suoi alleati e Lega e Forza Italia che hanno dato un messaggio chiarissimo a Meloni rimandandola sotto.” Silvestri ha infine ricordato che “l’unico emendamento serio sulle preferenze era quello del Movimento 5 Stelle, e lo hanno bocciato.”



