Il delicato equilibrio istituzionale sul tema della giustizia torna al centro del dibattito politico dopo l’incontro al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio con al centro il delicato tema della possibile grazie per il 72enne Mario Roggero, condannato dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il duplice omicidio di due ladri che lo avevano rapinato e minacciato la sua famiglia.
Il Capo dello Stato ha convocato il guardasigilli per fare chiarezza e puntualizzare i confini delle rispettive competenze in materia di concessione della grazia. Una nota ufficiale del Colle ha ricordato che tale facoltà spetta in via esclusiva al Presidente della Repubblica, come sancito dalla Costituzione e ribadito fermamente dalla storica sentenza n. 200 del 2006 della Corte Costituzionale.
Il richiamo del Quirinale arriva in un momento di forte pressione mediatica e politica dopo che tutti i partiti di maggioranza hanno firmato una lettera al Guardasigilli, che ha avviato l’iter di grazia sollevando un polverone che ha spinto il Colle a blindare le proprie prerogative costituzionali di fronte a iniziative parlamentari ritenute improprie.
Mario Roggero la proposta di grazia, le reazioni politiche
All’interno della maggioranza, il fronte a sostegno di Roggero è compatto, pur con sfumature diverse. Il vicepremier Antonio Tajani ha espresso la sua adesione alla proposta dei gruppi parlamentari: “Aderisco alla richiesta di grazia per Mario Roggero, un uomo che ha sbagliato, ma è stato vittima di tali e tante aggressioni. Ha agito per difendere la propria famiglia e credo meriti il perdono della società. Ovviamente deciderà il Presidente della Repubblica, ma ritengo giusto compiere questo passo”.
Sulla stessa linea Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), che definisce l’appello al ministro Nordio “una cosa sana e giusta”, sottolineando lo shock emotivo subito dal commerciante dopo numerose rapine: “Non si può pretendere da un cittadino aggredito nella propria bottega una professionalità psicologica o nell’uso della difesa. Lo Stato deve stare dalla parte del cittadino onesto”. Rampelli lancia inoltre un’autocritica legislativa per correggere il principio della legittima difesa e contesta l’assurdità del risarcimento milionario dovuto alla famiglia dei rapinatori. Anche Paolo Barelli (Forza Italia) parla di una posizione unita del centrodestra di fronte a una sentenza definita “abnorme” che “l’opinione pubblica non accetta”.
Non mancano però le frizioni e le voci fuori dal coro. Edoardo Ziello lancia una dura stoccata agli alleati di governo spiegando che la condanna poteva essere evitata: “Noi non ci accodiamo a nessun appello in salsa politica. Per aiutare Roggero bisognava votare il nostro emendamento al decreto sicurezza per superare il concetto di proporzionalità tra difesa e offesa. Visto che il centrodestra ha votato contro, questo appello alla grazia ci stupisce, non si gioca con i processi”.
Dall’opposizione arrivano invece critiche severe alla linea della maggioranza. Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra) difende lo Stato di diritto: “Le sentenze si rispettano. Questa idea della difesa fai-da-te, che Salvini spiattella da anni, porta a una società pericolosissima in cui la gente gira armata. Non mi esprimo sul singolo caso, ma questa cultura è pericolosa”. Infine, il commento caustico di Francesco Silvestri (Movimento 5 Stelle) che liquida ironicamente l’iniziativa del centrodestra: “Beh, dopo la Minetti mi sembra una seconda buona richiesta assolutamente”.



