Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha respinto la definizione di “scudo penale” per la riforma che modifica le regole sull’iscrizione nel registro degli indagati, parlando al contrario di “scudo processuale”. Le dichiarazioni sono arrivate a margine della cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna della Scuola di formazione Giovanni Falcone all’ex direttore del Dap Nicolò Amato.
La cerimonia ha visto Nordio ricordare la figura del magistrato scomparso, con cui il Guardasigilli ha condiviso la stagione della lotta al terrorismo negli anni Settanta e Ottanta. “Oggi festeggiamo le istituzioni ricordando una figura straordinaria che, nei momenti più cupi della storia della Repubblica minacciata dal terrorismo, ha dato tutto se stesso per riaffermare la legalità e portare a processo i componenti delle Brigate Rosse”, ha detto il ministro. “Mi onoro di aver fatto parte di quel piccolo gruppo di magistrati — tra cui Rosario Priore e Gian Carlo Caselli — che assieme a Nicolò Amato hanno combattuto quel fenomeno”, ha aggiunto.
Bologna, le frasi di Nordio che smentiscono lo scudo penale agli agenti
Al centro del dibattito la riforma che elimina l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per chi agisce in presenza di una causa di giustificazione. “L’espressione ‘scudo penale’ è assolutamente impropria perché lascia intendere una sorta di immunità, che in realtà non esiste. Al massimo si potrebbe parlare di scudo processuale”, ha dichiarato Nordio.
Il Guardasigilli ha illustrato il contenuto della norma: “La riforma è molto semplice: elimina l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per chi agisce in presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi, l’adempimento di un dovere o l’esercizio di un diritto. Finora, infatti, l’iscrizione era obbligatoria anche solo per consentire alla persona di partecipare alle indagini tramite un proprio consulente, ma si convertiva di fatto in una condanna anticipata”, ha spiegato.
Nordio ha tenuto a sottolineare che la misura non è rivolta esclusivamente alle forze dell’ordine. “Auspico che finiscano le incomprensioni: questa norma riguarda anche i medici. Anzi, dal mio punto di vista, è ancora più importante nei casi di presunta malpractice. Fino a ieri il medico poteva nominare propri consulenti nelle perizie solo se iscritto nel registro degli indagati, con una macchia ingiusta sul proprio onore e sulla propria professione”, ha precisato il ministro. “Ora potrà farlo senza essere iscritto. Non c’è alcuna immunità, ma solo il superamento di un automatismo lesivo”, ha concluso.
Carceri: nuovi padiglioni e detenzione differenziata
Sul fronte penitenziario, Nordio ha annunciato un’inaugurazione imminente alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Tra due giorni, con la Presidente del Consiglio, inaugureremo nuovi padiglioni in alcune carceri, nell’ambito di un programma che sta andando avanti bene per rendere più umane le condizioni dei detenuti”, ha dichiarato. Il ministro ha riconosciuto la difficoltà della situazione: “Sappiamo che quella delle carceri è una situazione difficile ancora oggi, ma ce la mettiamo tutta”.
Nordio ha poi fatto il punto sulla legislazione in materia di tossicodipendenti detenuti: “Procede bene la legislazione sulla detenzione differenziata per i tossicodipendenti, una misura che consentirà a molte migliaia di detenuti, ammalati più che criminali, di scontare la pena in strutture adeguate”, ha concluso.



