Roma capitale della diplomazia all’ombra della guerra Usa-Iran

mercoledì, 22 Luglio 2026
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Mentre sul fronte mediorientale gli Stati Uniti hanno concluso l’ondata di attacchi contro l’Iran durante la quale sono stati presi di mira depositi per i droni e infrastrutture logistiche militari e continua imperterrita la risposta di Teheran agli Usa l’Italia predispone l’agenda per i colloqui di pace a fine mese. Le notizie dal fronte  vedono l’esercito iraniano impegnato nel lancio di droni contro installazioni militari statunitensi a Camp Doha, nel Kuwait occidentale. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti sono aperti al dialogo sul conflitto in Medio Oriente e disposti a impegnarsi, negoziare e risolvere le divergenze con l’Iran, ma che Teheran non è seriamente intenzionata a intavolare colloqui. Il presidente degli Stati Uniti Trump dal canto suo ha appena approvato un accordo con l’Arabia Saudita che fornirà al regno un programma nucleare civile e potrebbe aprire la strada all’arricchimento dell’uranio sul suo territorio. A riportarlo per primo il Wall Street Journal, citando funzionari dell’amministrazione secondo i quali l’accordo avrà una durata di 30 anni e un valore stimato di decine di miliardi di dollari ed è è concepito per dare alle aziende americane un ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture nucleari in Arabia Saudita, estromettendo al contempo altre aziende straniere. Sul fronte interno l’Italia torna a candidarsi come mediatrice di pace nel Mediterraneo. Notizia di poche ore fa giunge dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha annunciato alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato due appuntamenti chiave a Roma: il 28 e 29 luglio si terrà la riunione dell’Alleanza Globale per la soluzione a due Stati, presieduta insieme al ministro degli Esteri saudita. Il 4 agosto seguirà una nuova sessione di dialogo sul Libano. La riunione avrà una forte componente dedicata al dialogo interreligioso, tema cruciale per rafforzare la prospettiva di pace. Una scelta che punta a rimettere al centro il negoziato israelo-palestinese in un momento di stallo diplomatico globale.Sul Libano infatti Tajani ha rivendicato un ruolo di primo piano”dell’Italia. Dopo la prima sessione negoziale ospitata la scorsa settimana sui seguiti dell’Accordo, Roma ospiterà il 4 agosto un nuovo round. “Costruiamo ponti e non ergiamo muri”, ha sottolineato il ministro, collegando l’iniziativa al mandato di Unifil, in scadenza a fine anno. Su questo l’Italia sta già lavorando con gli alleati, a partire dalla Francia, in continuità con il Vertice di Antibes del 25 giugno.Con i due vertici ravvicinati, Tajani prova a disegnare una politica estera italiana di iniziativa diplomatica. La scelta di Roma come sede e la partnership con l’Arabia Saudita segnalano la volontà di posizionarsi tra Occidente e mondo arabo proprio sul dossier più sensibile, quello dei due Stati. Parallelamente, l’impegno sul Libano e su Unifil conferma la priorità alla stabilità del Mediterraneo orientale, dove l’Italia ha interessi diretti di sicurezza e migrazione. Non è un caso che gli annunci arrivino dopo l’ultimo Vertice Nato di Ankara: l’Italia vuole mostrare che all’alleanza atlantica affianca una diplomazia autonoma, fatta di tavoli e dialogo interreligioso. Il rischio resta quello di grandi dichiarazioni e risultati però ancora in via di definizione. Nel mezzo della guerra tra Iran e Usa e Gaza con le tensioni regionali, piazzare Roma al centro del negoziato è già di per sé un messaggio politico forte che l’Italia da in queste ore all’intero mondo diplomatico internazionale.

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