Un provvedimento adottato con urgenza, che giunge dopo le troppe giovani vite spezzate in luoghi di svago trasformati in teatri di tragedie.
La stretta sulla sicurezza delle piscine approvata oggi dalla Camera, con 244 voti favorevoli e un sostegno bipartisan, nasce dalla necessità imposta dalle cronache: drammi che si ripetono, famiglie distrutte, comunità sconvolte. L’ultimo caso è avvenuto ieri a Monterotondo, alle porte di Roma, dove il piccolo Alessandro, di soli 5 anni, si è sentito male mentre giocava nella piscina comunale. Pochi giorni fa aveva perso la vita Alice, 11 anni, risucchiata dal bocchettone dei Bagni Segesta di Sestri Levante. Non si tratta dicasi isolati: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, tra il 2024 e il 2025, i decessi sono stati 37 e il 54 per cento delle vittime aveva meno di 14 anni.
L’emendamento al decreto Sport approvato a Montecitorio introduce l’obbligo per piscine pubbliche, private aperte al pubblico e impianti collettivi di dotarsi di sistemi di ricircolo e prese di aspirazione che impediscano l’effetto ventosa. Bocchettoni e griglie di fondo dovranno rispettare standard certificati; chi non si adegua dovrà chiudere immediatamente fino alla messa a norma. Arriva anche un fondo da 4,7 milioni per il 2026 destinato alle strutture pubbliche. Tra le novità, l’obbligo della cuffia per i minori di 16 anni.
Il voto favorevole delle opposizioni non cancella però lo scontro politico. Il Movimento 5 Stelle parla di “operazione di propaganda”, denunciando un testo “generico”, privo di indicazioni su controlli e autorità competenti. Avs accusa il governo di aver portato la norma in Aula “all’ultimo momento”, mentre il Pd contesta “anomalie nell’iter” e una misura che “non colma le lacune esistenti”. Azione avverte: “Intervenire sempre a posteriori, sull’onda dell’emotività, non è il metodo giusto”.
Dal governo, il vicepremier Matteo Salvini rivendica l’urgenza dell’intervento: la norma sarà operativa dal primo agosto. Fratelli d’Italia ricorda le parole di Giorgia Meloni alla madre di Matteo, un altro bambino morto in piscina: “Serve una legge nazionale che riduca al minimo il rischio”. Il ministro Musumeci lavora a un ddl organico atteso in autunno.
La stretta approvata oggi è un passo in avanti, ma arriva dopo una scia troppo lunga di vite perdute.
