Nella giornata di sabato, un Boeing 787-9 della compagnia aerea American Airlines in volo da Roma a Philadelphia è stato costretto a dirottare verso Dublino per via di un malore accusato dalla maggior parte dell’equipaggio. A sentirsi male sono stati nove assistenti di volo. Il decollo del volo è avvenuto a Fiumicino alle ore 12:57. Dopo circa quattro ore, mentre l’aereo sorvolava l’Oceano Atlantico, i piloti hanno deciso di invertire la rotta e dirigersi verso l’aeroporto di Dublino, dove il velivolo è atterrato in sicurezza. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorritori per prestare assistenza ai membri dell’equipaggio coinvolti.
Al momento, l’ipotesi di un’intossicazione alimentare o di una malattia infettiva sembrerebbe essere stata esclusa. Tra le cause al vaglio vi sono invece un possibile problema legato alla pressurizzazione, alla qualità dell’aria in cabina o alla presenza di fumi o contaminanti.
A far propendere gli investigatori verso queste ipotesi è anche il fatto che i malori sembrerebbero essersi concentrati in specifiche aree della fusoliera. Non risultano infatti segnalazioni di sintomi tra i piloti, né evidenze di fumo in cabina o di una rapida depressurizzazione dell’aeromobile.
Tra gli scenari presi in considerazione vi è un possibile malfunzionamento del sistema di condizionamento e ventilazione. A differenza di molti altri aerei di linea, il Boeing 787 Dreamliner non utilizza aria spillata dai motori ma è dotato di compressori elettrici che aspirano aria fresca dall’esterno per la pressurizzazione e la climatizzazione della cabina. Questo sistema riduce il rischio di contaminazione dovuta all’olio dei motori, ma non esclude la possibilità che fumi o altre sostanze contaminanti possano provenire da componenti differenti dell’aeromobile.
Non viene esclusa neppure un’origine esterna. Secondo alcune ipotesi, infatti, il velivolo avrebbe sorvolato aree interessate dai vasti incendi boschivi in Francia e si valuta se eventuali fumi possano aver avuto un ruolo nell’accaduto. Al momento però si tratta di una possibilità che non ha ancora trovato conferme ufficiali.
“Il volo Roma-Philadelphia è stato dirottato su Dublino a causa della segnalazione di un odore a bordo”, ha spiegato American Airlines in una nota. E ancora: “Per precauzione, il personale sanitario ha atteso l’aeromobile al gate. Gli assistenti di volo e un passeggeri sono stati sottoposti a controlli e successivamente dimessi”.
L’episodio potrebbe avere conseguenze anche sul piano legale ed economico. Sul caso potrebbe difatti aprirsi un contenzioso che, sul solo fronte della tutela dei passeggeri, potrebbe costare ad American Airlines più di 100.000 euro in risarcimenti.
A incidere sulla vicenda è anche un orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, secondo cui la malattia improvvisa di un membro essenziale dell’equipaggio rientra, in linea di principio, nelle normali attività operative di una compagnia aerea e non costituisce automaticamente una «circostanza straordinaria» tale da esonerare il vettore dagli obblighi di compensazione.
Per sottrarsi a eventuali responsabilità, American Airlines dovrà quindi dimostrare che il dirottamento è stato causato da un evento eccezionale ed esterno alla propria sfera di controllo, come un episodio di contaminazione non riconducibile alla gestione o alle condizioni dell’aeromobile. In assenza di tale prova, i passeggeri potrebbero avere diritto agli indennizzi previsti dalla normativa europea.



