Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che l’Italia ha prenotato il tetto massimo di 14,9 miliardi di euro nell’ambito del fondo europeo Safe per la difesa, precisando però che l’importo effettivamente utilizzato sarà inferiore. Le dichiarazioni sono arrivate prima durante l’audizione davanti alle commissioni di Camera e Senato, poi a margine dell’evento di lancio della presidenza italiana della Strategia europea per la Regione Adriatico-Ionica-Eusair dove rispondendo ai microfoni de Lo Speciale ha voluto dare preziose precisazioni.
Safe e politica interna, le parole di Tajani
Sul Safe — il programma europeo da 150 miliardi per il rifinanziamento della difesa tramite debito comune — l’Italia ha formalmente prenotato la quota massima consentita. La decisione definitiva su quanto effettivamente richiedere sarà presa entro la fine del 2026.
“Il Safe? L’Italia ha prenotato 14,9 miliardi, che è il tetto massimo. Poi entro la fine dell’anno decideremo quanto utilizzarne. Come ho sempre detto e come dicono i miei colleghi Giorgetti e Crosetto, ne useremo probabilmente di meno: 6-7-8-9”, ha detto Tajani. Un chiarimento che arriva dopo la levata di scudi delle opposizioni che avevano ribadito come fosse inaccettabile la cifra.
Sul quadro politico interno, Tajani ha tracciato una distinzione netta tra le due coalizioni. “Nel centrodestra siamo partiti differenti, con le nostre identità, e nessuno vuole rinunciarvi a partire da Forza Italia. Ma siamo una coalizione che lavora insieme dal 1994”, ha affermato. Sull’opposizione ha aggiunto: “La sinistra è una aggregazione elettorale che ha fatto scomparire il centro dalla coalizione e dunque adesso è un campo stretto che si preoccupa di aumentare le tasse e mettere la patrimoniale”. Tajani ha poi citato il superbonus come esempio di “scellerata gestione” da parte dei governi precedenti, annunciando che, una volta “ripianato quel buco”, l’esecutivo lavorerà per abbassare la pressione fiscale.
Netto il giudizio di Tajani sull’emendamento in materia di intercettazioni. “All’emendamento sulle intercettazioni noi siamo contrari, ma credo sia anche inammissibile, perché il centrodestra ha approvato un testo pochi mesi fa: sarebbe una contraddizione e noi non lo possiamo votare”, ha precisato il ministro.
L’Italia ha assunto la presidenza della strategia Eusair presentata proprio in questo evento, un quadro di cooperazione macroregionale che coinvolge i Paesi affacciati sull’Adriatico e sullo Ionio e che include anche diversi Stati dei Balcani occidentali. Sul fronte dell’allargamento europeo, Tajani ha sottolineato il ruolo centrale dell’Italia e di Roma: “Questo incontro di oggi dimostra che ruolo può avere l’Italia per completare la riunificazione dell’Unione Europea: guardiamo con grande attenzione ai Paesi dei Balcani, che vogliamo che siano quanto prima parte dell’Unione Europea”, ha dichiarato il ministro. Tajani ha ricordato l’esistenza del gruppo informale “Amici dei Balcani”, guidato dall’Italia insieme ad Austria, Croazia, Slovenia e Ungheria, con il compito di favorire il coinvolgimento dei Balcani occidentali nelle strategie europee. Ha citato Montenegro e Albania come i “primi due Paesi pronti a entrare nell’Unione”. Sul fronte mediorientale, Tajani ha ricordato che “il 4 agosto ci sarà il vertice Israele-Libano per la soluzione del Libano”, definendo Roma “capitale della pace”.



