Si è aperta alla Farnesina la seconda giornata del summit dell’Alleanza globale per la soluzione a due Stati. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto un punto stampa a margine dei lavori, delineando le posizioni dell’Italia su Palestina, Libano e Ucraina. La due giorni è destinata a proseguire il 4 e 5 agosto con un ulteriore round di colloqui dedicati al dossier libanese. Le dichiarazioni raccolte da Lo Speciale.
Palestina, il ruolo centrale dell’Italia per la pace secondo Tajani
“Questa due giorni dimostra quanto Roma stia diventando capitale della pace”, ha dichiarato Tajani, sottolineando il ruolo centrale dell’Italia “nella fase in cui serve rafforzare il dialogo e svolgere un ruolo diplomatico importante per costruire la pace dell’intero Medio Oriente”. La giornata si concluderà con un confronto tra le massime autorità delle tre religioni monoteistiche.
Al summit seguirà, il 4 e 5 agosto, una nuova sessione dedicata al Libano, con l’obiettivo di avviare un dialogo tra libanesi e israeliani. L’agenda, ha spiegato il ministro, ruoterà attorno alla riduzione della presenza militare israeliana, al dispiegamento progressivo delle forze armate libanesi regolari e al disarmo di Hezbollah.
Sul riconoscimento dello Stato palestinese, Tajani ha tracciato una linea netta. “Noi siamo assolutamente favorevoli a riconoscere lo Stato palestinese, ma prima deve esserci lo Stato palestinese”, ha dichiarato. “Finché c’è Hamas che è armata, cosa riconosciamo?”
Il ministro ha precisato che l’obiettivo del governo italiano è “non un riconoscimento demagogico fittizio, ma far nascere veramente uno Stato palestinese che possa vivere in pace con Israele, che riconosca Israele, il suo diritto ad esistere, uno Stato che deve essere anche riconosciuto da Israele”.
Sul ruolo operativo dell’Italia, Tajani ha anticipato che Roma potrebbe assumere la guida della missione militare alla porta di Rafah. “Abbiamo informazioni che possa essere un ufficiale dei carabinieri prescelto a guidare la missione europea”, ha detto, ricordando che i carabinieri italiani sono già presenti in Cisgiordania per la formazione della polizia palestinese. L’Italia partecipa inoltre al programma Food for Gaza insieme al Programma Alimentare Mondiale.
“Vogliamo giocare un ruolo da protagonisti, siamo pronti a valutare tutto ciò che si può fare attraverso l’azione della nostra diplomazia e attraverso l’azione delle nostre forze armate”, ha aggiunto Tajani.
Sul fronte libanese, Tajani ha invitato Teheran ad assumere le proprie responsabilità. “L’obiettivo è disarmare Hamas da una parte, disarmare Hezbollah dall’altra. Ma anche qui l’Iran deve svolgere un ruolo importante per impedire che i suoi proxy non siano strumento di tensione, di guerra e di pericoli per la pace in Medio Oriente”, ha dichiarato, aggiungendo che Teheran non può dotarsi dell’arma nucleare.
L’Italia, ha precisato il ministro, è “pronta a partecipare a un’eventuale missione europea sotto bandiera internazionale per rimpiazzare Unifil e garantire il rispetto degli accordi”, che dovranno condurre al ritiro delle truppe israeliane e al pieno controllo del territorio da parte delle forze armate libanesi regolari. Hezbollah “non può essere una milizia armata alternativa alle Forze armate libanesi”, ha sottolineato Tajani.
Ucraina e difesa europea
Sul fronte ucraino, il ministro ha ribadito il sostegno italiano a Kiev, collegandolo al più ampio obiettivo del rafforzamento della difesa europea. “Difendere l’Ucraina significa garantire la libertà”, ha affermato. “Se abbiamo uno strumento militare europeo più forte, rinforziamo il pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica e diventiamo interlocutori paritari degli Stati Uniti”. Tajani ha richiamato anche i rischi del terrorismo jihadista e della sicurezza cibernetica, concludendo che “gli investimenti in sicurezza sono investimenti per garantire la libertà, ma anche per favorire il nostro sistema industriale”.



