C’è una ipotesi investigativa su cui i pm stanno lavorando in merito all’attentato incendiario denunciato a fine maggio da Adriano Cappellari, giornalista freelance di 21 anni. La Procura di Vicenza ha iscritto il giovane nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di incendio, calunnia, simulazione di reato, procurato allarme e truffa ai danni di ente pubblico. In sostanza, secondo questa teoria investigativa ancora tutta da accertare, l’attentato denunciato dal giornalista potrebbe essere stato organizzato dallo stesso Cappellari. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno eseguito una perquisizione nella sua abitazione di Enego, sequestrando anche telefoni e altri dispositivi elettronici.
Tra gli elementi raccolti dalla Procura vi sarebbero le immagini di alcune telecamere di sorveglianza, che avrebbero ripreso una persona ritenuta compatibile per corporatura con il giovane mentre collocava un presunto ordigno incendiario all’esterno dell’abitazione. Gli investigatori fanno inoltre riferimento ad acquisti online effettuati nei giorni precedenti all’esplosione, tra cui bombolette di gas e alcol che sarebbero compatibili con il materiale incendiario rinvenuto dopo i fatti.
L’esplosione, avvenuta a fine maggio, non provocò feriti ma suscitò un forte clamore mediatico. Sul luogo fu trovata una lettera contenente minacce rivolte allo stesso Cappellari, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano da anni impegnato nella lotta alla criminalità e sottoposto a tutela per le minacce ricevute.
Dopo l’episodio, numerosi messaggi di solidarietà erano arrivati al giovane giornalista, tra cui quelli della presidente del Consiglio e di don Patriciello. Cappellari aveva inoltre raccontato di aver già subito intimidazioni in passato e, nel giugno successivo all’attentato, gli era stata assegnata una misura di protezione di quarto livello, con una pattuglia dei carabinieri incaricata di accompagnarlo nei suoi spostamenti.
L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta l’avvio della fase giudiziaria nei confronti di Cappellari e non costituisce un accertamento di responsabilità. Saranno gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta a chiarire se gli elementi raccolti dalla Procura troveranno conferma.
