Notte d’emergenza a via Santa Croce in Gerusalemme per l’incendio che poco dopo le 22 di ieri si è sviluppato all’interno di Spin Time Labs, uno dei palazzi occupati più noti della Capitale. Le fiamme, nate a quanto si apprende all’interno di un locale tecnico nel cortile interno dell’ex stabile INPDAP, sono state domate rapidamente anche grazie al primo intervento dei residenti, prima dell’arrivo e della bonifica da parte dei Vigili del Fuoco. Nessuno è rimasto ferito e le verifiche sulle strutture non avrebbero evidenziato danni irreparabili all’edificio.
Spin Time, il nodo dell’agibilità e la rabbia degli occupanti
Nonostante l’incendio sia stato domato in poco tempo, la situazione resta tesa. Per ragioni di sicurezza, le forze dell’ordine e i tecnici hanno dichiarato l’inagibilità momentanea dell’immobile, vietando il rientro delle centinaia di persone che vi abitano.
A partire dalle prime ore del mattino, gli occupanti possono accedere ai propri alloggi solo uno alla volta, scortati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare farmaci, vestiti e beni essenziali. Gli attivisti di Spin Time hanno espresso forte sconcerto per le modalità dei controlli negli appartamenti, lamentando “porte forzate e alloggi messi a soqquadro” nonostante la piena disponibilità alle verifiche offerta fin dai primi momenti dell’emergenza.
Con il sole alto e le temperature roventi, la strada si è trasformata in un campo d’accoglienza improvvisato. La Protezione Civile ha distribuito le prime brandine intorno alle 6 del mattino per dare un punto d’appoggio alle famiglie con bambini, anziani e malati rimasti all’aperto in pigiama.
Di fronte all’incertezza sui tempi delle comunicazioni ufficiali e del rientro nelle abitazioni, la comunità ha deciso di alzare la voce, proclamando un presidio permanente al civico 55 di via Santa Croce in Gerusalemme.
L’appuntamento di oggi
“Ora è il momento di stringerci attorno a Spin Time con la stessa forza di sempre”, fanno sapere gli organizzatori, lanciando un appello alla città per raccogliere beni di prima necessità — come acqua, cibo, pannolini e caricabatterie — ma soprattutto per portare vicinanza umana e politica.
La tensione si sposterà ora sul piano politico e sociale: per il pomeriggio, alle ore 17, è stata convocata un’assemblea pubblica cittadina proprio davanti all’edificio. L’obiettivo dichiarato dagli occupanti è fare pressione affinché le procedure di verifica si concludano rapidamente e l’emergenza non si trasformi nell’occasione per una forzatura istituzionale per lo sgombero della storica occupazione romana.



